Giovedì 15 luglio 2010 a Imola si apre il sipario sulla XXII edizione del
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI INTERPRETAZIONE MUSICALE “DA BACH A BARTÓK”, la
rassegna estiva che è ormai diventata un appuntamento atteso per il pubblico
appassionato di musica di qualità. Anche quest’anno il festival si avvale
della direzione artistica del M° Giorgio Zagnoni, docente e concertista di
levatura internazionale, dell’organizzazione del Centro Studi Euterpe Mousikè
e del contributo della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna,
Nato come emanazione della prestigiosa Accademia Pianistica di Imola,
la cui costante e attiva partecipazione ha sempre rivestito e tuttora riveste
un’importanza essenziale, il festival “Da Bach a Bartók” negli anni ha consolidato
e ampliato la sua presenza e la sua rilevanza, arrivando a includere nel progetto
numerose istituzioni pubbliche e private e portando la musica di qualità in
altri Comuni. A riprova di questo positivo rapporto instaurato con le realtà
locali, vari sponsor presenti sul territorio offrono il proprio sostegno al
festival: la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Yamaha.
Anche per questa XXII edizione 2010 il festival conferma la sua
poliedricità nel proporre appuntamenti che, dai recital pianistici rappresentativi
del forte legame che unisce la rassegna alle attività dell’Accademia Pianistica
di Imola diretta dal Maestro Franco Scala, spaziano tra i generi musicali,
diventando quasi un appuntamento didattico capace di illustrare all’interno
di alcuni concerti il passaggio da un genere musicale all’altro. Dalla musica
classica e la musica barocca, spingendosi fino al jazz e alla world music
e ritornando alla canzone italiana, il festival dà voce a linguaggi e repertori
diversi e tocca il suo apice con un ampio viaggio musicale nei paesi migranti
dell’Europa, proposto dal direttore artistico Giorgio Zagnoni.
Il sipario
si apre quindi giovedì 15 luglio con il Recital pianistico di Ben Schoemann,
che eseguirà un programma denso e complesso con brani di J. S. Bach, L. Van
Beethoven, S. Rachmaninoff, F. Liszt.
Un salto nella world music e un volo
attraverso i popoli migranti dell’Europa per raccontarne la differenza e i
rispettivi valori attraverso la pregnanza comunicativa del flauto di Giorgio
Zagnoni, accompagnato dall’Etno Jazz Pan Orchestra, con un programma che unisce
sia temi etnici di tradizione popolare resi famosi da insigni compositori
del passato, come Brahms, Bartok e Smetana, sia altri mai comparsi prima nel
repertorio scritto, traducendo in musica l’idea sinergica di una cultura europea
nella quale i diversi dialetti concorrono a fondare e strutturare una koinè
altamente riconoscibile (martedì 20 luglio).
Il 22 luglio si va verso la Canzone
d’autore con “Faber per sempre”: un concerto straordinario con un repertorio
senza tempo, eseguito con affetto da un gruppo di musicisti professionisti,
scelti e guidati dallo storico bassista del cantautore Fabrizio De Andrè:
Pier Michelatti. Molto più di un semplice tributo: il repertorio di Faber
viene riproposto da chi è stato suo compagno di viaggio per anni, e vuole
condividere l’emozione e l’intensità di quest’esperienza, un progetto dall’alto
contenuto artistico ed emotivo, patrocinato ufficialmente dalla Fondazione
De Andrè, che sin d’ora si colloca tra i tributi più significativi in circuitazione.
Il 27 luglio si torna alla musica classica con un grande solista dell’arpa,
Xavier de Maistre che propone un repertorio “etereo” che va dalla Francia
alla Spagna con autori quali Debussy, Tarrega, Granados e altri.
Non poteva
mancare l’appuntamento con la grande tradizione del Tango Argentino e della
danza con ICHNOS, progetto ideato da Marco Lo Russo e Guido Felizzi (giovedì
29 luglio). In questo recital per violino e fisarmonica la musica si miscela
al racconto dei protagonisti e alle coreografie dei ballerini Cristina Petricca
e Cristina Biagioli (danzatori professionisti che vantano prestigiose esibizioni
in festival internazionali di Tango) che supporteranno la performance.
Chiuderà
la rassegna l'eclettico quartetto di violoncelli "Rastrelli Quartet" con un
programma che mira a dimostrare che è possibile suonare qualsiasi tipo di
musica con il violoncello, dal barocco al rock.