Festival Internazionale da Bach a Bartok

XXI edizione - luglio agosto 2010

interpreti

I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL 2010


BEN SCHOEMAN, pianoforte
Ben Schoeman è stato definito dalla critica come il più grande pianista sudafricano della sua generazione. Nel 2005 si è trasferito a Imola per perfezionarsi all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” sotto la guida di Boris Petrushansky, Louis Lortie e Michel Dalberto. Nel 2008 è risultato vincitore assoluto del primo premio alla UNISA Vodacom International Piano Competition di Pretoria, primo Sudafricano nella storia ad aggiudicarsi tale prestigioso riconoscimento. Questo premio giunge al culmine di una brillante carriera, già ricca di numerosi successi riportati nelle maggiori competizioni nazionali. Nel 2009 Ben Schoeman si è, inoltre, aggiudicato il primo premio al Royal Overseas League Music Competition di Londra. Si esibisce con le maggiori orchestre filarmoniche del Sud Africa, fra le quali la Johannesburg, la KwaZulu-Natal, la Cape Philharmonic Orchestra e la Chamber Orchestra of South Africa, e calca regolarmente i palchi delle maggiori istituzioni concertistiche del suo paese. Ben Schoeman tiene regolarmente concerti come solista e in formazioni cameristiche in Europa, Canada, e nel Regno Unito. Ha suonato in sale prestigiose quali la Queen Elizabeth Hall di Londra, il Grande Auditorio della Calouste Gulbenkian Foundation di Lisbona, il Paleis Het Loo in Olanda, lo Schloss Moritzburg a Dresda e la Konzerthaus di Berlino. Si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Musica sotto la guida del Professor Joseph Stanford presso l’Università di Pretoria, ottenendo inoltre il Master in Arte dello Spettacolo presso lo stesso Istituto. Nel 2008 l’Università di Pretoria gli ha conferito un riconoscimento per i notevoli risultati ottenuti e il contributo dato allo sviluppo della diffusione della musica in Sud Africa. Attualmente segue il corso di Doctor of Musical Arts della City University di Londra e alla Guildhall School of Music and Drama, sotto la guida di Ronan O’Hara e di Christopher Wiley.


ETNO JAZZ PAN ORCHESTRA
L’idea di un’orchestra jazz multietnica nasce dal desiderio di unire attorno alla musica culture differenti. Musica che, pur provenendo da storie e caratteri appartenenti a popoli diversi, è al tempo stesso linguaggio universale. Senza dimenticare che anche nella musica è importante il dialogo, il rispetto e l’arricchimento nell’incontro con l’altro. L’Etno Jazz Pan Orchestra è formata da musicisti professionisti italiani e stranieri residenti in Italia, specializzati in culture di diversi paesi del mondo ed ospita al suo interno grandi star internazionali della World Music, del jazz e della musica antica e classica.


GIORGIO ZAGNONI, flauto
Bolognese, ha iniziato gli studi presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, diplomatosi in flauto presso il “Cherubini” di Firenze con il massimo dei voti e la lode. A diciotto anni vince il concorso nazionale per primo flauto presso l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, ricoprendo tale ruolo per un decennio. A venti anni diventa titolare di cattedra al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna dove ricopre tutt’ora tale ruolo. Ha tenuto concerti per le maggiori istituzioni musicali italiane e all’estero si è esibito nelle sale più prestigiose. Ha svolto importanti tournée in Giappone, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Cile, Germania, Russia, Australia, Belgio, Spagna, Irlanda, Finlandia, Grecia, Lussemburgo, Messico, Inghilterra, ecc. È considerato dalla critica uno dei più grandi flautisti di fama internazionale: Giulio Confalonieri e Duilio Courir lo definiscono “Flauto Magico da Bologna”, Franco Abbiati “Re Mida del Flauto”, Massimo Mila “Un flauto che canta e incanta come una voce”. Lorenzo Arruga dice di lui “Flautista di gran razza” e Mario Pasi “Quel Flauto Incanta”. Stessi apprezzamenti li riceve dalla critica straniera sui più importanti organi di stampa, dal New York Times al Japan Times ecc. In occasione del Bicentenario degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha ricevuto vari riconoscimenti tra i più prestigiosi “il Premio decennale di Benemerito alla Cultura” conferito al Consiglio dei Ministri, il Premio per il Bicentenario del Tricolore “Bandiera d’Italia. In occasione del concerto tenuto al Vittoriano a Roma gli è stato recentemente conferito il “Premio alla Carriera” sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Gli è stata inoltre assegnata la medaglia commemorativa “Arcangelo Corelli” insieme al M° Sergiu Celibidache ed è stato nominato per chiara fama “Accedemico della Regia Accademia Filarmonica”. Ha effettuato incisioni discografiche con CBS, RCA, PDU, EMI, Fonit Cetra. È fondatore e direttore artistico di varie stagioni musicali. Attualmente è direttore artistico del Festival da “Bach a Bartok” di Imola, della rassegna bolognese “Musicando” e del Teatro Auditorium Manzoni di Bologna.


PIER MICHELATTI, basso
Pier Michelatti, musicista è stato per poco meno di vent’anni al fianco di Fabrizio De Andrè nei concerti e anche in sala d’incisione per “L’indiano”, nel suo ultimo capolavoro “Anime Salve” e nella registrazione del doppio live “1991 Concerti” tratto dal tour del ‘91. Il bassista Pier Michelatti è stato in studio e in livetour al fianco dei più grandi nomi della canzone d’autore italiana: Fiorella Mannoia/ Canada e Stati Uniti; Adriano Celentano/Russia e in tre album tra cui “Io non so parlar d’amore”; Giorgio Gaber nell’album “Gaber”; con Pino Daniele / F. De Gregori / F. Mannoia / Ron nel mega tour e poi ancora con Vasco Rossi, Enzo Jannacci, Roberto Vecchioni, Anna Oxa, Edoardo Bennato, Fabio Concato, Massimo Bubola, Cristiano De Andrè, Umberto Tozzi, Francesco Baccini e tanti altri. Una carriera più che invidiabile. Al concerto tenuto al Teatro Carlo Felice di Genova voluto da Dori Ghezzi sul palco quella sera c’era anche Pier Michelatti, ad accompagnare una dopo l’altra le interpretazioni dei più grandi artisti italiani: Vasco Rossi, Zucchero, Ornella Vanoni, Adriano Celentano, Massimo Bubola, Teresa De Sio, Fiorella Mannoia, Bertè…e per incidere Il doppio cd "Faber amico fragile".


FABER PER SEMPRE, PIER MICHELATTI
Senza elencare i tanti anni di successi, citiamo solo alcuni impegni del 2009. Hanno suonato per Endemol ”Che Tempo Che fa” Rai 3 con F. Fazio omaggio a Fabrizio De’ Andrè; Londra/Italian Cultural Institute, a De Andrè; in prestigiosi locali e bellissime Piazze, Teatri ne citiamo alcuni: Tempio Pausania, Gattinara, Trento, Genova, Arenzano, Cantalupo, Brovato, Borghetto Vara, Chiuduno, Pizzighettone, Sovicille, Soriano, Sanremo, Cremona, Asolo, Macomer, Canepina, Turriaco, Pomponesco, Ferrada, Spoleto, ecc…..Teatro F. De Andrè/Mandello del Lario – Teatro Martinetti/Garlasco – Teatro Auditorium Serra/Ivrea – Teatro sala Espace/Torino – Teatro Civico/Moncalvo d’Asti – Teatro Sociale/Biella - Teatro Civico/Vercelli – Teatro Ariston/Sestri Levante – Teatro Comunale/Bagnolo Cremasco - Teatro Verdi/Sassari – Teatro San Rocco/Sondrio – Auditorium Concordia/Pordenone – Teatro Gloria /Montechiari BS – Palasport/Desio – Teatro Romano/Arezzo ….


XAVIER DE MAISTRE, arpa
Xavier de Maistre è il vero avvocato del suo strumento, conosciuto nell’ambiente musicale come l’artista che ha saputo liberare l'arpa dagli angusti spazi nei quali da sempre è stata confinata. Ha iniziato lo studio dell'arpa presso il Conservatorio di Toulon, sua città natale. Ha poi proseguito gli studi con Jacqueline Borot e Catherine Michel a Parigi, affiancando gli studi in Scienze politiche ed economiche presso la Sciences-Po Paris e la London School of Economics. Nel 1998 si è aggiudicato il 1 ° premio e due premi speciali al prestigioso USA International Harp Competition di Bloomington. Nello stesso anno viene chiamato a ricoprire il ruolo di arpista solista nella compagine dei Wiener Philharmoniker. Xavier de Maistre gode di una attiva carriera come solista, esibendosi con prestigiose orchestre quali la Salzburg Mozarteum Orchestra, Israel Philharmonic, Luxemburg Philharmonic, Sinfonia Varsovia, Monte-Carlo Philharmonic Orchestra, Czech Radio Symphony Orchestra, Bavarian Radio Orchestra, KBS Symphony (Seul), Orchestre National de Bordeaux, National Orchestra of Spain, NHK Symphony Orchestra (Tokyo) sotto la direzione di direttori quali Sir André Previn, Heinrich Schiff, Armin Jordan, Alexander Lazarev, Walter Weller, Gilbert Varga, Josep Pons, Bertrand de Billy, Theodor Guschlbauer, Christophe Poppen e Philippe Jordan. Nel maggio 2002 è diventato il primo arpista ad eseguire un concerto da solista con i Wiener Philharmoniker. De Maistre si esibisce regolarmente nei più importanti festival: Schleswig-Holstein Festival, Salzburger Festspielen, Rheingau Festival, Wiener Festwochen, Osterklang, Budapest Spring Festival, Schubertiade, Styriarte, Verbier Festival e Würzburg Mozartfest, in progetti con artisti quali Kathleen Battle, Diana Damrau, Ingolf Turban, Bo Skovhus, Barbara Bonney e con attori come Peter Simonischek, Miguel Herz-Kestranek e Andrea Jonasson. Nel 2001, Xavier de Maistre è stato nominato Professore della Musik Hochschule di Amburgo e tiene regolarmente masterclasses presso la Julliard School di New York, la Toho University di Tokyo, il Conservatorio di Shanghai e il Trinity College di Londra. Dal 2008, de Maistre registra in esclusiva per Sony BMG International. Il suo album di debutto per RCA RED SEAL si intitola “Nuit d'étoiles”, dedicato a Debussy, ed è stato distribuito a partire da marzo 2008; nello stesso anno Sony ha pubblicato un secondo disco, “Hommage à Haydn”, una raffinata ed innovative interpretazione dei Concerti di Haydn interpretati con la Radio Symphonie Orchester Wien diretta da Bertrand De Billy. Nel 2009 Xavier de Maistre è stato insignito del prestigioso Echo Klassik Deutscher Musikpreis 2009 come “Strumentista dell’anno”.


MARCO LO RUSSO, fisarmonica
Fisarmonicista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e musicologo. Definito artista italiano rappresentativo degli orientamenti più avanzati ed aggiornati della cultura musicale del nostro tempo è annoverato nell’annuario Italiano del Cinema e degli Audiovisivi per i suoi lavori compositivi per Rai e Mediaset, ottiene consensi di pubblico, critica e illustri apprezzamenti tra cui quelli del M° Ennio Morricone, di Nicola Piovani, di Piera Degli Esposti e di Giorgio Albertazzi.
Musicista estremamente eclettico, amante delle sonorità mediterranee e contemporanee con interessi musicali che spaziano dal repertorio classico sino al tango argentino passando per contaminazioni jazzistiche.


GUIDO FELIZZI, violino
Primo Violino di Spalla per diversi anni presso l’Orchestra della Fondazione dei Concerti e del Teatro Lirico di Cagliari. Ha ricoperto il medesimo ruolo in qualità di ospite in numerose altre orchestre, suonando sotto la guida dei più grandi direttore del mondo, tra i quali Abbado, Ashkenazy, Bellugi, Francis, Maazel, Melles, Mehta, Pretre, Sawallisch e altri ancora e tenendo concerti in tutto il mondo nelle sale più prestigiose. Attualmente suona nell’Orchestra “Symphonica Toscanini” con sede a Milano.
Camerista da sempre, svolge intensa attività in duo con pianoforte, arpa e fisarmonica, con il quartetto d’archi “Ichnos” da lui stesso fondato nonché con numerose altre tipologie di formazioni cameristiche.
Direttore d’Orchestra in numerose occasioni con formazioni cameristiche e sinfoniche, ha studiato Direzione d’Orchestra con P. Bellugi a Firenze e S. Battaglia a Parma.
Ha preso parte all’incisione di numerosi cd e dvd (prevalentemente di musica classica, ma anche di musica leggera), in qualità di violino di spalla, direttore d’Orchestra e tecnico del suono. Compone musica per gruppi da camera vari e orchestra e cura trascrizioni e adattamenti di musiche di autori quali Piazzolla, Horner, Morricone, Webber.


RASTRELLI CELLO QUARTET
Il Rastrelli Cello Quartet - costituito da Kira Kraftzoff, Kirill Timofejeff, Misha Degtjareff e Sergio Drabkine nell’aprile 2002 a Stoccarda - è divenuto in breve tempo uno dei più straordinari ed innovativi ensemble del nostro tempo. Già vincitore di diversi premi internazionali, si è imposto all’attenzione del grande pubblico dimostrando che è possibile suonare il violoncello per rappresentare ogni genere musicale, dal barocco al rock, facendo della “sperimentazione” di nuove combinazioni musicali un attributo fondamentale. Per questo motivo il repertorio non fa volutamente uso delle partiture composte ad hoc per questo strumento e gioca sulla varietà musicale e stilistica. Ragtime, tango ed arie sovietiche degli anni ‘30 e ’40 sono solo alcuni dei generi che compongono il repertorio in divenire del Rastrelli Cello Quartet. Il quartetto ha anche inciso The Melody di Sokolov e Rhapsody Tango dal tema di Oscar Strock. Dopo aver tenuto diversi concerti, il quartetto è stato invitato dalla compagnia Ars-Verona a registrare un album per l’Amphion Records. I quattro violoncellisti sono cittadini del mondo nella vita come nella musica, ed è proprio da questa natura cosmopolita che nasce l’abilità di fondere esperienza, ere e generi musicali diversi.