Lunedì 18 luglio 2011, ore 21.30 - Imola
Cortile di Palazzo Monsignani Sassatelli
VOCI D’ITALIA.
NEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ D’ITALIA
ETNO JAZZ PAN ORCHESTRA
GIORGIO ZAGNONI flauto solista
LUISA COTTIFOGLI voce solista
MARCO TAMBURINI tromba solista
PIERO ODORICI sax solista
TOMASO LAMA chitarra solista
DAVIDE DONDI violino I
CESARE CARRETTA violino II
CORRADO CARNEVALI viola
ANSELMO PELLICCIONI violoncello
ELIO TATTI contrabbasso
STEFANO ALBARELLO voce, chitarra battente, mandolino
TEO CIAVARELLA pianoforte
MARCO FABBRI fisarmonica
GIAMPAOLO ASCOLESE percussioni
FABIO TRICOMI tombak, tamburello, zampogna, ud
NICOLETTA MASTROIANNI danza
LAURA NASCOSTO danza
Dalle Alpi all’Etna, il concerto di stasera ci accompagna in un percorso
per incontrare le varie tradizioni musicali italiane e riscoprire insieme
alcune dei più interessanti ritmi e suoni del nostro Paese. La ricorrenza
dei 150 anni dell’Unità d’Italia offre all’Etno Jazz Pan Orchestra l’occasione
per avvicinarsi ad alcuni repertori regionali, riconducendo queste musiche
ad una dimensione locale ma in dialogo con l’esterno, una dimensione legata
alle varie identità culturali e linguistiche dell’Italia, che ancora oggi
– seppur meno che in passato – si conservano nel contesto nazionale.
In questo affascinante cammino lungo la Penisola, ascolteremo musiche
provenienti dalle regioni dal Nord, come le melodie dei più celebri canti
alpini, ma anche alcuni motivi tradizionali dalle regioni centrali fino
a giungere al Sud, dove particolare spazio sarà dato alle musiche di danza:
dalle tarantelle al ballu tundu, dalla pizzica alla tammurriata, un susseguirsi
emozionante di ritmi energici e vitali. Oltre alle varietà locali, troveremo
poi musiche legate al Risorgimento, il cruciale momento storico che ha
portato alla cacciata dei dominatori stranieri e all’Unità del Paese.
Ascolteremo anche esempi delle musiche che nel corso del Novecento hanno
sostenuto una nuova sensibilità musicale condivisa in tutt’Italia degli
anni Trenta e Quaranta.
PROGRAMMA
La Bella Gigogin (arrangiamento Emilio Galante)
Non poteva mancare un riferimento al Risorgimento in uno dei canti popolari
che meglio descrivono il sostegno popolare per l’indipendenza del Paese
dalle forze straniere, ritraendo l’Italia come una bella e giovane ragazza,
la Gigogin, che doveva avanzare contro l’oppressore (‘daghela avanti un
passo’, dice il testo).
Canti delle mondine (arrangiamento Enrico Guerzoni)
Un canto del repertorio femminile dell’area padana: la dolce ninnananna
delle mondine di Medicina.
Fantasia alpina (arrangiamento Emilio Galante)
Diversi echi di canti delle Alpi emergono in questo arrangiamento: da
La vien giù da le montagne, che racconta di una partigiana, a La Montanara
presto adottato dal coro della SAT, e infine Monte Canino, sulle difficoltà
patite dagli alpini tra i monti nei pressi di Udine.
Suite del centro (arrangiamento Marco Fabbri)
Dall’Abruzzo ascolteremo Addije addije amore, canto delle raccoglitrici
di olive della piana dell'Ortolese, e Cecilia, canto tradizionale marchigiano.
Roma (arrangiamento Marco Fabbri)
Dedicate alla città eterna, due celebri canzoni: Roma non fa la stupida
stasera – dalla commedia musicale Rugantino di A. Trovaioli – e Arrivederci
Roma di R. Rascel.
La canzone italiana del Dopoguerra (arrangiamento Enrico
Guerzoni)
Una sequenza di grandi successi degli anni Trenta e dei primi anni Quaranta
che raccontano un’Italia che, durante il periodo fascista, si racconta
come un po’ imbambolata tra il sogno del benessere (Se potessi avere mille
lire al mese) e le fantasie di baci appassionati (Ba ba baciami piccina).
Etna Suite (arrangiamento Fabio Tricomi)
Dalla Sicilia una serie di motivi tradizionali: La malmaritata, la malinconia
di una vedova che sente nella notte la voce dell’amato marito defunto,
Ballettu danza strumentale eseguita dalla ciaramedda, alcuni richiami
usati per adunare gli animali e Chiovu abballati, un’antica danza cantata.
Tammuranta (arrangiamento Stefano Albarello)
Dalla Campania ascolteremo un compendio dei due principali stili musicali
della regione: la tammurriata fornisce il ritmo di base mentre la melodia
è tratta da una tarantella in tono minore conosciuta fin dal XVIII secolo.
Suite sul Gargano (arrangiamento Teo Ciavarella)
Dallo sperone d’Italia, ascolteremo una tarantella in tonalità minore,
sostenuta nel suo ritmo deciso e trascinante dalla chitarra battente.
A pizzicata (arrangiamento Stefano Albarello)
Sempre dalle Puglie, una serie di brani particolarmente emozionanti: Lu
rusciu te lu mare, che narra dell’amore impossibile tra la figlia del
re e un soldato, e una pizzica, la musica di danza salentina che si ricollega
all’antico fenomeno del tarantismo, curato oltre che con la musica e la
danza, grazie all’intercessione di San Paolo, ricordato in numerosi canti
tradizionali come Santu Paulu meu.
ETNO JAZZ PAN ORCHESTRA
L’idea di un’orchestra jazz multietnica nasce dal desiderio di unire attorno
alla musica culture differenti. Musica che, pur provenendo da storie e
caratteri appartenenti a popoli diversi, è al tempo stesso linguaggio
universale. Senza dimenticare che anche nella musica è importante il dialogo,
il rispetto e l’arricchimento nell’incontro con l’altro. L’Etno Jazz Pan
Orchestra è formata da musicisti professionisti italiani e stranieri residenti
in Italia, specializzati in culture di diversi paesi del mondo ed ospita
al suo interno grandi star internazionali della World Music, del jazz
e della musica antica e classica.
Per il concerto Voci d’Italia, l’Etno Jazz Pan Orchestra è composta dai
solisti Luisa Cottifogli (voce), Marco Tamburini (tromba), Piero Odorici
(sax), Tomaso Lama (chitarra), Davide Dondi (violino I), Cesare Carretta
(violino II), Corrado Carnevali (viola), Anselmo Pelliccioni (violoncello),
Elio Tatti (contrabbasso), Stefano Albarello (voce, chitarra battente,
mandolino), Teo Ciavarella (pianoforte), Marco Fabbri (fisarmonica), Giampaolo
Ascolese (percussioni), Fabio Tricomi (tombak, tamburello, zampogna, ud).
Alla danza Nicoletta Mastroianni e Laura Nascosto.
GIORGIO ZAGNONI
Fondatore dell’Etno Jazz Pan Orchestra e flauto solista bolognese, ha iniziato gli studi presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, diplomandosi in flauto presso il “Cherubini” di Firenze con il massimo dei voti e la lode. A diciotto anni vince il concorso nazionale per primo flauto presso l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, ricoprendo tale ruolo per un decennio. A venti anni diventa titolare di cattedra al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna dove ricopre tutt’ora tale ruolo. Ha tenuto concerti per le maggiori istituzioni musicali italiane e all’estero si è esibito nelle sale più prestigiose. Ha svolto importanti tournée in Giappone, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Cile, Germania, Russia, Australia, Belgio, Spagna, Irlanda, Finlandia, Grecia, Lussemburgo, Messico, Inghilterra, ecc. È considerato dalla critica uno dei più grandi flautisti di fama internazionale: Giulio Confalonieri e Duilio Courir lo definiscono “Flauto Magico da Bologna”, Franco Abbiati “Re Mida del Flauto”, Massimo Mila “Un flauto che canta e incanta come una voce”. Lorenzo Arruga dice di lui “Flautista di gran razza” e Mario Pasi “Quel flauto incanta”. Stessi apprezzamenti li riceve dalla critica straniera sui più importanti organi di stampa, dal New York Times al Japan Times, ecc. In occasione del Bicentenario degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha ricevuto vari riconoscimenti, tra i più prestigiosi il Premio decennale di Benemerito alla Cultura conferito dal Consiglio dei Ministri, il Premio per il Bicentenario del Tricolore “Bandiera d’Italia”. In occasione del concerto tenuto al Vittoriano a Roma gli è stato recentemente conferito il “Premio alla Carriera” sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Gli è stata inoltre assegnata la medaglia commemorativa “Arcangelo Corelli” insieme al M° Sergiu Celibidache ed è stato nominato per chiara fama “Accademico della Regia Accademia Filarmonica”. Ha effettuato incisioni discografiche con CBS, RCA, PDU, EMI, Fonit Cetra. È fondatore e direttore artistico di varie stagioni musicali. Attualmente è direttore artistico del Festival da “Bach a Bartok” di Imola e del Teatro Auditorium Manzoni.
Concerti 2011

