SUITE RUMENA
Romania, Bulgaria e Grecia condividono grazie anche alla circolazione dei
musicisti rom, un gran numero di melodie e ritmi; in questa suite ritroviamo
alcuni temi famosi della penisola balcanica.
SUITE UNGHERESE
La musica “Zigana” d’Ungheria è un genere al quale
la musica occidentale ha attinto profondamente, rendendone famose le melodie:
“Lassan” il lento iniziale seguito dalla veloci “Friskas”.
SUITE MEDIO ORIENTALE
Due brani che esplorano i punti di contatto tra musica orientale ed occidentale
al confine tra Europa ed Asia: il lento iniziale in modo “Nahawend”
che si conclude con la veloce “Longa”.
SUITE EBRAICA
La tradizione dei musicisti ebrei in Europa centrale venne estinta dalla disumana
intolleranza del nazismo; la musica “Klezmer” è rinata
negli Stati Uniti dai musicisti che vi emigrarono prima della Shoah. La suite
parte con un walzer lento seguito da una veloce “Bulgara”.
SUITE BIHARI
La musica non rispetta né confini né barriere; dai villaggi
emigra nelle città dove cambia, muta, da popolare diventa classica
per poi tornare alle proprie origini e ripresentarsi sempre diversa ma riconoscibile.
SUITE ROMANÌ
Partita dall’India e arrivato fino agli estremi confini europei, Russia,
Spagna ed Irlanda, quello che è considerato il popolo più musicale
del mondo ci ha consegnato, tra le altre, queste canzoni e danze famose.
SUITE EUROPEA
Il tema ricorrente deriva sa “Il ballo di Mantova” è una
antica melodia italiana che ha attraversato tutto il continente ed è
stata adottata da tutti i popoli, con testi diversi e in tutte le lingue d’Europa.
SUITE ITALIANA
Il concerto si conclude “stringendo” in musica alcuni dei temi
precedenti, che si fondono con le danze che gli emigranti italiani hanno portato
in tutto il mondo.
Anche i popoli d’Occidente spinti dalle ragioni della sopravvivenza
hanno migrato e migrano ancora oggi tra gli stati e le nazioni, condividendo
il destino secolare del popolo senza stato dei Rom. L’intolleranza è
l’ombra che copre le partenze, i viaggi e soprattutto gli arrivi: strette
nel suo buio e assai meno spesso nel calore della solidarietà, le genti
hanno finito per condividere e mescolare, al di là della comune percezione,
la propria con le altre culture in un unico stupefacente patrimonio. Nel concerto
al celebre solista di flauto Giorgio Zagnoni, accompagnato dalla Etno Jazz
Pan Orchestra, si uniscono tre discendenti della grande cultura musicale Rom:
Aleksey Asenov, Anita Durakovich e Nicolae Serban.
Marco Ferrari, autore del progetto musicale edito dalle Ut Orpheus Edizioni
di Bologna, utilizza sia temi etnici di tradizione popolare resi famosi da
insigni compositori del passato, come Brahms, Bartok e Smetana, sia altri
mai comparsi prima nel repertorio scritto, traducendo in musica l’idea
sinergica di una cultura europea nella quale i diversi dialetti concorrono
a fondare e strutturare una koinè altamente riconoscibile. In assonanza
non solo poetica, egli ha scelto di ricalcare la modalità narrativa
di Intolerance, il celebre film di David W. Griffith, operando una serie di
“stretti” tematici che contribuiscono a riunificare gli elementi
peculiari in una unica espressione: le musiche etnicamente differenti si sovrappongono
e si incontrano fino a divenire una sola musica, un medesimo destino, un’unica
vicenda umana, come esemplarmente mostrato da Griffith nella storia delle
persecuzioni religiose.