Giorgio Zagnoni


Etno Jazz Pan Orchestra

Festival Internazionale da Bach a Bartok

XXII edizione - luglio agosto 2010

Martedì 20 luglio 2010, ore 21.30
Imola – Cortile di Palazzo Monsignani Sassatelli

INTOLERANCE: I POPOLI MIGRANTI DELL’EUROPA

Giorgio Zagnoni, flauto

Etno Jazz Pan Orchestra


Giampaolo Ascolese, percussioni

Aleksey Asenov, fisarmonica

Davide Dondi, violino

Anita Durakovich, canto

Marco Ferrari, clarinetto

Enrico Guerzoni, violoncello

Nelson Machado, chitarra

Nicoletta Mastroianni, danza

Evaggelos Merkouris, liuto

Silvia De Ronzo, danza

Nicolae Serban, cymbalum

Elio Tatti, contrabbasso

Fabio Tricomi, percussioni

Riccardo Vartolo, violino


Musiche originali di Marco Ferrari su temi tradizionali © UT ORPHEUS EDIZIONI



PROGRAMMA

SUITE RUMENA
Romania, Bulgaria e Grecia condividono grazie anche alla circolazione dei musicisti rom, un gran numero di melodie e ritmi; in questa suite ritroviamo alcuni temi famosi della penisola balcanica.

SUITE UNGHERESE
La musica “Zigana” d’Ungheria è un genere al quale la musica occidentale ha attinto profondamente, rendendone famose le melodie: “Lassan” il lento iniziale seguito dalla veloci “Friskas”.

SUITE MEDIO ORIENTALE
Due brani che esplorano i punti di contatto tra musica orientale ed occidentale al confine tra Europa ed Asia: il lento iniziale in modo “Nahawend” che si conclude con la veloce “Longa”.

SUITE EBRAICA
La tradizione dei musicisti ebrei in Europa centrale venne estinta dalla disumana intolleranza del nazismo; la musica “Klezmer” è rinata negli Stati Uniti dai musicisti che vi emigrarono prima della Shoah. La suite parte con un walzer lento seguito da una veloce “Bulgara”.

SUITE BIHARI
La musica non rispetta né confini né barriere; dai villaggi emigra nelle città dove cambia, muta, da popolare diventa classica per poi tornare alle proprie origini e ripresentarsi sempre diversa ma riconoscibile.

SUITE ROMANÌ
Partita dall’India e arrivato fino agli estremi confini europei, Russia, Spagna ed Irlanda, quello che è considerato il popolo più musicale del mondo ci ha consegnato, tra le altre, queste canzoni e danze famose.

SUITE EUROPEA
Il tema ricorrente deriva sa “Il ballo di Mantova” è una antica melodia italiana che ha attraversato tutto il continente ed è stata adottata da tutti i popoli, con testi diversi e in tutte le lingue d’Europa.

SUITE ITALIANA
Il concerto si conclude “stringendo” in musica alcuni dei temi precedenti, che si fondono con le danze che gli emigranti italiani hanno portato in tutto il mondo.

Anche i popoli d’Occidente spinti dalle ragioni della sopravvivenza hanno migrato e migrano ancora oggi tra gli stati e le nazioni, condividendo il destino secolare del popolo senza stato dei Rom. L’intolleranza è l’ombra che copre le partenze, i viaggi e soprattutto gli arrivi: strette nel suo buio e assai meno spesso nel calore della solidarietà, le genti hanno finito per condividere e mescolare, al di là della comune percezione, la propria con le altre culture in un unico stupefacente patrimonio. Nel concerto al celebre solista di flauto Giorgio Zagnoni, accompagnato dalla Etno Jazz Pan Orchestra, si uniscono tre discendenti della grande cultura musicale Rom: Aleksey Asenov, Anita Durakovich e Nicolae Serban.
Marco Ferrari, autore del progetto musicale edito dalle Ut Orpheus Edizioni di Bologna, utilizza sia temi etnici di tradizione popolare resi famosi da insigni compositori del passato, come Brahms, Bartok e Smetana, sia altri mai comparsi prima nel repertorio scritto, traducendo in musica l’idea sinergica di una cultura europea nella quale i diversi dialetti concorrono a fondare e strutturare una koinè altamente riconoscibile. In assonanza non solo poetica, egli ha scelto di ricalcare la modalità narrativa di Intolerance, il celebre film di David W. Griffith, operando una serie di “stretti” tematici che contribuiscono a riunificare gli elementi peculiari in una unica espressione: le musiche etnicamente differenti si sovrappongono e si incontrano fino a divenire una sola musica, un medesimo destino, un’unica vicenda umana, come esemplarmente mostrato da Griffith nella storia delle persecuzioni religiose.


ETNO JAZZ PAN ORCHESTRA
L’idea di un’orchestra jazz multietnica nasce dal desiderio di unire attorno alla musica culture differenti. Musica che, pur provenendo da storie e caratteri appartenenti a popoli diversi, è al tempo stesso linguaggio universale. Senza dimenticare che anche nella musica è importante il dialogo, il rispetto e l’arricchimento nell’incontro con l’altro. L’Etno Jazz Pan Orchestra è formata da musicisti professionisti italiani e stranieri residenti in Italia, specializzati in culture di diversi paesi del mondo ed ospita al suo interno grandi star internazionali della World Music, del jazz e della musica antica e classica.



GIORGIO ZAGNONI, flauto
Bolognese, ha iniziato gli studi presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, diplomatosi in flauto presso il “Cherubini” di Firenze con il massimo dei voti e la lode. A diciotto anni vince il concorso nazionale per primo flauto presso l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, ricoprendo tale ruolo per un decennio. A venti anni diventa titolare di cattedra al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna dove ricopre tutt’ora tale ruolo. Ha tenuto concerti per le maggiori istituzioni musicali italiane e all’estero si è esibito nelle sale più prestigiose. Ha svolto importanti tournée in Giappone, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Cile, Germania, Russia, Australia, Belgio, Spagna, Irlanda, Finlandia, Grecia, Lussemburgo, Messico, Inghilterra, ecc. È considerato dalla critica uno dei più grandi flautisti di fama internazionale: Giulio Confalonieri e Duilio Courir lo definiscono “Flauto Magico da Bologna”, Franco Abbiati “Re Mida del Flauto”, Massimo Mila “Un flauto che canta e incanta come una voce”. Lorenzo Arruga dice di lui “Flautista di gran razza” e Mario Pasi “Quel Flauto Incanta”. Stessi apprezzamenti li riceve dalla critica straniera sui più importanti organi di stampa, dal New York Times al Japan Times ecc. In occasione del Bicentenario degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha ricevuto vari riconoscimenti tra i più prestigiosi “il Premio decennale di Benemerito alla Cultura” conferito al Consiglio dei Ministri, il Premio per il Bicentenario del Tricolore “Bandiera d’Italia. In occasione del concerto tenuto al Vittoriano a Roma gli è stato recentemente conferito il “Premio alla Carriera” sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Gli è stata inoltre assegnata la medaglia commemorativa “Arcangelo Corelli” insieme al M° Sergiu Celibidache ed è stato nominato per chiara fama “Accedemico della Regia Accademia Filarmonica”. Ha effettuato incisioni discografiche con CBS, RCA, PDU, EMI, Fonit Cetra. È fondatore e direttore artistico di varie stagioni musicali. Attualmente è direttore artistico del Festival da “Bach a Bartok” di Imola, della rassegna bolognese “Musicando” e del Teatro Auditorium Manzoni di Bologna.