Festival Internazionale da Bach a Bartok

XXI edizione - luglio agosto 2009

Venerdi 31 luglio 2009
Imola – Palazzo Monsignani Sassatelli – Sala Mariele

Jimmy Villotti e Steve Grossman Ensemble

Jimmy Villotti, chitarra
Steve Grossman, sax tenore
Valerio Pontrandolfo, sax
Aldo Zunino, basso
Byron Landhan, batteria (il 31 luglio)
Massimo Chiarella, batteira (il 3 agosto)


Un omaggio alla grande tradizione jazzistica nordamericana e al suo intimo connubio con lo swing, in una rivisitazione degli standard più noti di autori che nel tempo hanno fatto la storia del jazz.
Partendo da Louis Armstrong fino a John Coltrane il concerto sarà l’occasione per sottolineare anche che il linguaggio musicale jazzistico continua a evolversi e le composizioni dello stesso Grossman, che l’ensemble presenterà a coronamento di un intenso viaggio musicale, ne sono un autentico esempio.
A garanzia di un excursus di qualità nel mondo del jazz la presenza di un sassofonista americano di fama internazionale che ha suonato con i più grandi interpreti del panorama mondiale e già a diciassette anni si esibiva con Miles Davis.
Uno dei repertori preferiti dal chitarrista Jimmy Villotti, che dopo anni di collaborazione e sodalizio con alcuni dei maggiori artisti italiani, tra cui Lucio Dalla, Francesco Guccini, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo Conte, dagli anni Novanta ha scelto di dedicarsi interamente alla sua passione più vera e profonda, il jazz.

JIMMY VILLOTTI, chitarra
Marco Jimmy Villotti, nato a Bologna nel 1944, ha iniziato a suonare giovanissimo, prima il pianoforte poi la chitarra. È stato per anni il partner ideale dei maggiori artisti nazionali; ha infatti accompagnato Lucio Dalla, Francesco Guccini, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo Conte, col quale ha stretto un sodalizio lungo e proficuo (Conte gli ha dedicato la canzone "Jimmy ballando"). Dagli anni Novanta si esibisce come solista e si è dedicato interamente alla sua passione più vera e profonda, il jazz. Musicista geniale, ha attraversato trenta anni di musica senza subire nessun tipo di costrizione e proprio la scelta 'assoluta' del jazz lo ha allontanato dai circuiti più commerciali. Per Jimmy dedicarsi a questa forma espressiva ha significato contemporaneamente abbracciare un modo particolare di intendere la vita, fatto di quotidiano esercizio, di studio e di sperimentazione. Negli ultimi dieci anni, l'artista ha scritto dei libri nei quali ha raccontato se stesso e la sua Bologna. L'ultimo, dall'originale titolo 'Oringhen'- tipico intercalare di un personaggio del libro - si fregia delle illustrazioni di Sergio Staino e racconta l'arte del vivere la notte, del passare da locale a bar, da dancing a cortile, fino alle sale biliardi, sotto la spinta della spensieratezza, della voglia di ridere, della naturale comicità che scaturiva dagli incontri con i protagonisti del mondo della musica a Bologna negli anni Sessanta. "Tra gli artisti che mi hanno influenzato di più ne ricordo molti, che magari sono proprio quelli che ho vissuto meno e mi hanno detto pochissime cose; però sono state cose che ho tenuto dentro e non vanno più via. Ma sono cose piccole, non seminari, o approfondite analisi; sono parole buttate lì. Steve Grossman. Tony Castellano. George Coleman. Al Bacon. René Thomas. “Non ho fatto mai nessuna lezione con loro, ho avuto la fortuna di suonarci un po' insieme, e mi dicevano: No. No. Don't make a dominate chord!. E io rispondevo: Grazie".

STEVE GROSSMAN, sax
Nato a New York City il 18 gennaio 1951, Grossman e' un sassofonista jazz statunitense attivo nei generi fusion e hard bop. Grossman ha iniziato studiando il sax contralto all'eta' di otto anni, strumento a cui aggiunse il sax soprano a 15 e il sax tenore a 16 anni.
Ha debuttato come professionista nel 1969, sostituendo Wayne Shorter nel gruppo di Miles Davis, con cui ha inciso l'album “A Tribute to Jack Johnson".
Dal 1971 al 1973 ha fatto parte del gruppo di Elvin Jones. Dall'inizio degli anni 70 lavora come freelance e conduce formazioni proprie, tra le altre lo “Steve Grossman Trio." Da diversi anni vive in Italia.
Dotato di una potente voce strumentale, nella tradizione hard bop, Steve ha al suo attivo collaborazioni con molti dei protagonisti del jazz contemporaneo. In quasi quarant’ anni di attivita' ha collaborato, dal vivo o in studio, con molti dei più importanti jazzisti di tutti i tempi, tra i quali Chet Baker, Kenny Dorham, Lee Morgan, Paul Chambers, Jimmy Garrison, McCoy Tyner e Dizzy Gillespie.
Grossman ha un rispetto e una conoscenza profondi della tradizione musicale; dal Duca a Count Basie, da Tatum a Bird, Powell e Monk, da Sonny a Mc Lean e a Ornette, da Elmo Hope all'ultimo Coltrane, da Joe Henderson a Woody Shaw… tutti i grandi musicisti del jazz, quelli che hanno fatto la storia ufficiale ma anche quelli che non hanno potuto o voluto farla, sono nella mente e del cuore di Steve: ecco perchè quando suona una ballad, o un blues, o una qualsiasi altra cosa, chi ascolta sente nel suo suono la presenza non di vari stili, ma di un unico mondo che tutti li comprende: quello del jazz, appunto.


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