Jimmy Villotti, chitarra
Steve Grossman, sax tenore
Valerio Pontrandolfo, sax
Aldo Zunino, basso
Byron Landhan, batteria (il 31 luglio)
Massimo Chiarella, batteira (il 3 agosto)
Un omaggio alla grande tradizione jazzistica nordamericana e al suo intimo
connubio con lo swing, in una rivisitazione degli standard più noti
di autori che nel tempo hanno fatto la storia del jazz.
Partendo da Louis Armstrong fino a John Coltrane il concerto sarà l’occasione
per sottolineare anche che il linguaggio musicale jazzistico continua a evolversi
e le composizioni dello stesso Grossman, che l’ensemble presenterà
a coronamento di un intenso viaggio musicale, ne sono un autentico esempio.
A garanzia di un excursus di qualità nel mondo del jazz la presenza
di un sassofonista americano di fama internazionale che ha suonato con i più
grandi interpreti del panorama mondiale e già a diciassette anni si
esibiva con Miles Davis.
Uno dei repertori preferiti dal chitarrista Jimmy Villotti, che dopo anni
di collaborazione e sodalizio con alcuni dei maggiori artisti italiani, tra
cui Lucio Dalla, Francesco Guccini, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo
Conte, dagli anni Novanta ha scelto di dedicarsi interamente alla sua passione
più vera e profonda, il jazz.
JIMMY VILLOTTI, chitarra
Marco Jimmy Villotti, nato a Bologna nel 1944, ha iniziato a suonare giovanissimo,
prima il pianoforte poi la chitarra. È stato per anni il partner ideale
dei maggiori artisti nazionali; ha infatti accompagnato Lucio Dalla, Francesco
Guccini, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo e Paolo Conte, col quale ha stretto
un sodalizio lungo e proficuo (Conte gli ha dedicato la canzone "Jimmy
ballando"). Dagli anni Novanta si esibisce come solista e si è
dedicato interamente alla sua passione più vera e profonda, il jazz.
Musicista geniale, ha attraversato trenta anni di musica senza subire nessun
tipo di costrizione e proprio la scelta 'assoluta' del jazz lo ha allontanato
dai circuiti più commerciali. Per Jimmy dedicarsi a questa forma espressiva
ha significato contemporaneamente abbracciare un modo particolare di intendere
la vita, fatto di quotidiano esercizio, di studio e di sperimentazione. Negli
ultimi dieci anni, l'artista ha scritto dei libri nei quali ha raccontato
se stesso e la sua Bologna. L'ultimo, dall'originale titolo 'Oringhen'- tipico
intercalare di un personaggio del libro - si fregia delle illustrazioni di
Sergio Staino e racconta l'arte del vivere la notte, del passare da locale
a bar, da dancing a cortile, fino alle sale biliardi, sotto la spinta della
spensieratezza, della voglia di ridere, della naturale comicità che
scaturiva dagli incontri con i protagonisti del mondo della musica a Bologna
negli anni Sessanta. "Tra gli artisti che mi hanno influenzato di più
ne ricordo molti, che magari sono proprio quelli che ho vissuto meno e mi
hanno detto pochissime cose; però sono state cose che ho tenuto dentro
e non vanno più via. Ma sono cose piccole, non seminari, o approfondite
analisi; sono parole buttate lì. Steve Grossman. Tony Castellano. George
Coleman. Al Bacon. René Thomas. “Non ho fatto mai nessuna lezione
con loro, ho avuto la fortuna di suonarci un po' insieme, e mi dicevano: No.
No. Don't make a dominate chord!. E io rispondevo: Grazie".
STEVE GROSSMAN, sax
Nato a New York City il 18 gennaio 1951, Grossman e' un sassofonista jazz
statunitense attivo nei generi fusion e hard bop. Grossman ha iniziato studiando
il sax contralto all'eta' di otto anni, strumento a cui aggiunse il sax soprano
a 15 e il sax tenore a 16 anni.
Ha debuttato come professionista nel 1969, sostituendo Wayne Shorter nel gruppo
di Miles Davis, con cui ha inciso l'album “A Tribute to Jack Johnson".
Dal 1971 al 1973 ha fatto parte del gruppo di Elvin Jones. Dall'inizio degli
anni 70 lavora come freelance e conduce formazioni proprie, tra le altre lo
“Steve Grossman Trio." Da diversi anni vive in Italia.
Dotato di una potente voce strumentale, nella tradizione hard bop, Steve ha
al suo attivo collaborazioni con molti dei protagonisti del jazz contemporaneo.
In quasi quarant’ anni di attivita' ha collaborato, dal vivo o in studio,
con molti dei più importanti jazzisti di tutti i tempi, tra i quali
Chet Baker, Kenny Dorham, Lee Morgan, Paul Chambers, Jimmy Garrison, McCoy
Tyner e Dizzy Gillespie.
Grossman ha un rispetto e una conoscenza profondi della tradizione musicale;
dal Duca a Count Basie, da Tatum a Bird, Powell e Monk, da Sonny a Mc Lean
e a Ornette, da Elmo Hope all'ultimo Coltrane, da Joe Henderson a Woody Shaw…
tutti i grandi musicisti del jazz, quelli che hanno fatto la storia ufficiale
ma anche quelli che non hanno potuto o voluto farla, sono nella mente e del
cuore di Steve: ecco perchè quando suona una ballad, o un blues, o
una qualsiasi altra cosa, chi ascolta sente nel suo suono la presenza non
di vari stili, ma di un unico mondo che tutti li comprende: quello del jazz,
appunto.
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