Festival Internazionale da Bach a Bartok

XXI edizione - luglio agosto 2009

Giovedì 30 luglio 2009
Imola – Palazzo Monsignani Sassatelli – Sala Mariele

Beatrice Magnani, pianoforte

PROGRAMMA

J. F. Haydn (1732-1809) Sonata in Re Magg. Hob. XVI: 37
Allegro con brio
Largo e sostenuto
Presto ma non troppo

L. van Beethoven (1770-1827) Sonata n. 8 in Do minore op. 13 “Patetica”
Grave – Allegro di molto e con brio
Adagio cantabile
Allegro

F. Chopin (1810-1849) Studi op. 10


Nel duecentesimo anniversario della morte un omaggio a Franz Joseph Haydn, un autore vissuto in pieno classicismo e che ha trascorso la maggior parte della sua carriera come musicista di corte presso la famiglia Estherázy.
Lo sviluppo della forma-sonata deve molto a questo compositore contemporaneo di Mozart, che ha saputo sviluppare strutture ampie a partire da fraseggi brevi e semplici, creando allo stesso tempo soluzioni espressive argute. La struttura della sonata di Haydn ha influenzato anche le opere di Beethoven e in particolare quelle della maturità, più attente alla cura della forma e all’uso di temi brevi e flessibili.
Scritte tra il 1760 e il 1794, le 62 sonate di Haydn costituiscono uno dei più grandi omaggi dedicati da un compositore a questa forma di espressione musicale. Nell'arco di trentaquattro anni il suo stile compositivo è mutato e dal breve sviluppo basato su temi piacevoli di elaborazione semplice, attraverso il periodo dello Sturm und Drang, si giunge alla piena maturità delle ultime cinque sonate che lasciano presagire l'avvento di Beethoven. Dall’evoluzione avvenuta durante questo lungo periodo si coglie anche la storia degli strumenti a tastiera. Le prime sonate sono di carattere clavicembalistico, ma con quelle scritte attorno al 1770, certamente influenzato da C. Ph. E.Bach, Haydn modifica il proprio modo di utilizzare la tastiera, la forma diviene più ampia e la sonorità più ricercata: s'impone l'uso del pianoforte.

Composta nel 1798-1799, la Sonata n. 8 in Do minore op. 13 è nota soprattutto per il suo appellativo, “Patetica”, deciso dall’editore per motivi commerciali. Appartiene alle composizioni del cosiddetto ‘primo periodo’ beethoveniano, in cui già emerge lo stile inconfondibile dell’autore, soprattutto per quanto riguarda l’invenzione tematica, non più ‘succube’ della maniera elegante che doveva rispettare il gusto di corte. La struttura è pur sempre quella della forma-sonata classica ma il gesto diventa più imperioso ed emergono le contrapposizioni sulla diversa natura dei due temi esposti, mentre gli adagi sono caratterizzati da una grande intensità espressiva, come nel caso dell’Adagio cantabile di questa sonata. Le novità stilistiche, talvolta non sostenute dalla critica, hanno invece incontrato grande favore per quanto riguarda la sonata “Patetica” che, diventato un brano di gran moda, dopo la sua pubblicazione nel 1799 ha subito svariati arrangiamenti e imitazioni.
La carriera di Fryderyk Chopin, grande protagonista del pianismo romantico, sia come esecutore che come compositore, subisce un brusco stravolgimento dopo il trasferimento a Parigi. Mentre nelle sale da concerto spopolano i migliori pianisti dell’epoca, all’insegna di un virtuosismo quasi atletico sulla tastiera, Chopin preferisce rimanere in disparte e concentrarsi sulla ricerca attorno alla sonorità e alle potenzialità espressive dello strumento, oltre che sul linguaggio pianistico e sui generi prediletti, Polacche, Mazurche, Notturni, Improvvisi, Studi e Preludi. In particolare gli Studi, un genere che fino ad allora era appartenuto alla sola sfera didattica, con Chopin diventano vera e propria creazione artistica. Per Chopin, infatti, lo Studio non è mai disgiunto da un profondo contenuto compositivo ed è uno stimolo e non un risultato del virtuosismo, in questo senso discostandosi ancora una volta dalle mode del momento. Oltre a tale aspetto è interessante rilevare la capacità di Chopin di utilizzare soluzioni armoniche sofisticate e raffinate che conferiscono agli accordi una funzione timbrica, creando al tempo stesso un’ampia gamma di risonanze e di atmosfere sonore.
Negli Studi dell’op. 10 e dell’op. 25, ciascuna formata da 12 studi, ogni brano è dedicato a una particolare tecnica pianistica e ogni pianista non può prescindere dalla loro conoscenza per il conseguimento di una tecnica completa.

BEATRICE MAGNANI, pianoforte
Nata a Cremona nel 1988, Beatrice Magnani ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di sei anni ed è stata allieva della pianista moscovita Ludmilla Krylova, erede della prestigiosa scuola russa di Neuhaus. Nell’ottobre 2005 si è diplomata con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale presso l’Istituto Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini, aggiudicandosi il premio “Lettimi” per il risultato più eclatante raggiunto nell’anno accademico 2004/2005. Ha al suo attivo parecchie affermazioni in numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali nei quali si è particolarmente distinta ottenendo primi premi e primi premi assoluti: "Rovere d'Oro", "Premio Città di Pisa", "Città di Albenga", "J. S. Bach", "Città di Gorizia", "Città di Moncalieri", "Migliori Diplomati d'Italia".Dall’età di 11 anni si è esibita in recital in più occasioni: al Teatro Manzoni di Monza; presso il Teatro delle Erbe di Milano; a Hohenems (Austria); al Teatro "G. Verdi" di Busseto; presso la Sala Puccini e la Sala Verdi del Conservatorio "G. Verdi" di Milano; a Ca' Rezzonico a Venezia; presso il Teatro Ghione di Roma; al Teatro “Bellini” di Casalbuttano; al Teatro “Ponchielli” di Cremona e all'Auditorium della Camera di Commercio di Cremona; al Disma Music Show di Rimini; nella Sala “Tchaikovsky” di Mosca; all’Auditorium del Conservatorio “Achille Peri” di Reggio Emilia; all’Auditorium “Principe Raimondo” di Duino; ha inoltre partecipato alla maratona pianistica “Beethoven 32” a Bologna, nell’ambito della Festa Europea della Musica.È stata invitata al Festival internazionale "Moscow Meets Friends", al Festival Musicale "Borghi e Valli dell'Oltrepò" (Pavia), al Festival Pianistico "Le Tastiere Raccontano" (Trento); al Festival di Musica Classica "Tra Lago e Monti" (Lecco). Ha collaborato con la Mozart Chamber Orchestra di Padova, con l'Orchestra di Fiati di Soncino, con l'Orchestra Sinfonica di Cernivci (Ucraina) e con la Moravian Philarmonic di Olomuc (Repubblica Ceca).Ha inciso musiche di J. S. Bach, F. Chopin e S. Rachmaninov per la rivista musicale Suonare News, la Rapsodia in Blu di G. Gershwin e il Concerto di Ciaikovskij in Si bem. minore op. 23 n. 1.Tra i suoi principali impegni della prossima stagione vi è una tournée a Taiwan e un recital pianistico a San Pietroburgo.Attualmente frequenta l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola.