PROGRAMMA
J. F. Haydn (1732-1809) Sonata in Re Magg. Hob. XVI: 37
Allegro con brio
Largo e sostenuto
Presto ma non troppo
L. van Beethoven (1770-1827) Sonata n. 8 in Do minore op. 13 “Patetica”
Grave – Allegro di molto e con brio
Adagio cantabile
Allegro
F. Chopin (1810-1849) Studi op. 10
Nel duecentesimo anniversario della morte un omaggio a Franz Joseph Haydn,
un autore vissuto in pieno classicismo e che ha trascorso la maggior parte
della sua carriera come musicista di corte presso la famiglia Estherázy.
Lo sviluppo della forma-sonata deve molto a questo compositore contemporaneo
di Mozart, che ha saputo sviluppare strutture ampie a partire da fraseggi
brevi e semplici, creando allo stesso tempo soluzioni espressive argute. La
struttura della sonata di Haydn ha influenzato anche le opere di Beethoven
e in particolare quelle della maturità, più attente alla cura
della forma e all’uso di temi brevi e flessibili.
Scritte tra il 1760 e il 1794, le 62 sonate di Haydn costituiscono uno dei
più grandi omaggi dedicati da un compositore a questa forma di espressione
musicale. Nell'arco di trentaquattro anni il suo stile compositivo è
mutato e dal breve sviluppo basato su temi piacevoli di elaborazione semplice,
attraverso il periodo dello Sturm und Drang, si giunge alla piena maturità
delle ultime cinque sonate che lasciano presagire l'avvento di Beethoven.
Dall’evoluzione avvenuta durante questo lungo periodo si coglie anche
la storia degli strumenti a tastiera. Le prime sonate sono di carattere clavicembalistico,
ma con quelle scritte attorno al 1770, certamente influenzato da C. Ph. E.Bach,
Haydn modifica il proprio modo di utilizzare la tastiera, la forma diviene
più ampia e la sonorità più ricercata: s'impone l'uso
del pianoforte.
Composta nel 1798-1799, la Sonata n. 8 in Do minore op. 13 è nota
soprattutto per il suo appellativo, “Patetica”, deciso dall’editore
per motivi commerciali. Appartiene alle composizioni del cosiddetto ‘primo
periodo’ beethoveniano, in cui già emerge lo stile inconfondibile
dell’autore, soprattutto per quanto riguarda l’invenzione tematica,
non più ‘succube’ della maniera elegante che doveva rispettare
il gusto di corte. La struttura è pur sempre quella della forma-sonata
classica ma il gesto diventa più imperioso ed emergono le contrapposizioni
sulla diversa natura dei due temi esposti, mentre gli adagi sono caratterizzati
da una grande intensità espressiva, come nel caso dell’Adagio
cantabile di questa sonata. Le novità stilistiche, talvolta non sostenute
dalla critica, hanno invece incontrato grande favore per quanto riguarda la
sonata “Patetica” che, diventato un brano di gran moda, dopo la
sua pubblicazione nel 1799 ha subito svariati arrangiamenti e imitazioni.
La carriera di Fryderyk Chopin, grande protagonista del pianismo romantico,
sia come esecutore che come compositore, subisce un brusco stravolgimento
dopo il trasferimento a Parigi. Mentre nelle sale da concerto spopolano i
migliori pianisti dell’epoca, all’insegna di un virtuosismo quasi
atletico sulla tastiera, Chopin preferisce rimanere in disparte e concentrarsi
sulla ricerca attorno alla sonorità e alle potenzialità espressive
dello strumento, oltre che sul linguaggio pianistico e sui generi prediletti,
Polacche, Mazurche, Notturni, Improvvisi, Studi e Preludi. In particolare
gli Studi, un genere che fino ad allora era appartenuto alla sola sfera didattica,
con Chopin diventano vera e propria creazione artistica. Per Chopin, infatti,
lo Studio non è mai disgiunto da un profondo contenuto compositivo
ed è uno stimolo e non un risultato del virtuosismo, in questo senso
discostandosi ancora una volta dalle mode del momento. Oltre a tale aspetto
è interessante rilevare la capacità di Chopin di utilizzare
soluzioni armoniche sofisticate e raffinate che conferiscono agli accordi
una funzione timbrica, creando al tempo stesso un’ampia gamma di risonanze
e di atmosfere sonore.
Negli Studi dell’op. 10 e dell’op. 25, ciascuna formata da 12
studi, ogni brano è dedicato a una particolare tecnica pianistica e
ogni pianista non può prescindere dalla loro conoscenza per il conseguimento
di una tecnica completa.
BEATRICE MAGNANI, pianoforte
Nata a Cremona nel 1988, Beatrice Magnani ha iniziato lo studio del pianoforte
all'età di sei anni ed è stata allieva della pianista moscovita
Ludmilla Krylova, erede della prestigiosa scuola russa di Neuhaus. Nell’ottobre
2005 si è diplomata con il massimo dei voti, la lode e la menzione
speciale presso l’Istituto Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini,
aggiudicandosi il premio “Lettimi” per il risultato più
eclatante raggiunto nell’anno accademico 2004/2005. Ha al suo attivo
parecchie affermazioni in numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali
nei quali si è particolarmente distinta ottenendo primi premi e primi
premi assoluti: "Rovere d'Oro", "Premio Città di Pisa",
"Città di Albenga", "J. S. Bach", "Città
di Gorizia", "Città di Moncalieri", "Migliori Diplomati
d'Italia".Dall’età di 11 anni si è esibita in recital
in più occasioni: al Teatro Manzoni di Monza; presso il Teatro delle
Erbe di Milano; a Hohenems (Austria); al Teatro "G. Verdi" di Busseto;
presso la Sala Puccini e la Sala Verdi del Conservatorio "G. Verdi"
di Milano; a Ca' Rezzonico a Venezia; presso il Teatro Ghione di Roma; al
Teatro “Bellini” di Casalbuttano; al Teatro “Ponchielli”
di Cremona e all'Auditorium della Camera di Commercio di Cremona; al Disma
Music Show di Rimini; nella Sala “Tchaikovsky” di Mosca; all’Auditorium
del Conservatorio “Achille Peri” di Reggio Emilia; all’Auditorium
“Principe Raimondo” di Duino; ha inoltre partecipato alla maratona
pianistica “Beethoven 32” a Bologna, nell’ambito della Festa
Europea della Musica.È stata invitata al Festival internazionale "Moscow
Meets Friends", al Festival Musicale "Borghi e Valli dell'Oltrepò"
(Pavia), al Festival Pianistico "Le Tastiere Raccontano" (Trento);
al Festival di Musica Classica "Tra Lago e Monti" (Lecco). Ha collaborato
con la Mozart Chamber Orchestra di Padova, con l'Orchestra di Fiati di Soncino,
con l'Orchestra Sinfonica di Cernivci (Ucraina) e con la Moravian Philarmonic
di Olomuc (Repubblica Ceca).Ha inciso musiche di J. S. Bach, F. Chopin e S.
Rachmaninov per la rivista musicale Suonare News, la Rapsodia in Blu di G.
Gershwin e il Concerto di Ciaikovskij in Si bem. minore op. 23 n. 1.Tra i
suoi principali impegni della prossima stagione vi è una tournée
a Taiwan e un recital pianistico a San Pietroburgo.Attualmente frequenta l’Accademia
Pianistica Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola.