W. A. Mozart (1756-1791)
Quartetto per violino, viola, violoncello e pianoforte
K.V. 478 in Sol minore
Allegro
Andante
Rondò (Allegro)
J. Brahms (1833-1897)
Quartetto per violino, viola, violoncello e pianoforte
Op. 25 in Sol minore
Allegro
Intermezzo
Andante con moto
Rondò alla Zingarese
Una grande amicizia e una stima reciproca legavano Mozart e Joseph Haydn e grazie agli incontri in casa dei fratelli Storace si sa che i due compositori parlavano di musica ed eseguivano insieme musica cameristica. Haydn colse immediatamente la grandezza di Mozart e ne raccolse i suggerimenti compositivi. Mozart dal canto suo rese nota pubblicamente la sua riconoscenza ad Haydn, dedicandogli ben sei quartetti (K 387, K 421, K 428, K458, K 464 e K 465) ed apprezzandolo più di ogni altro compositore. I quartetti a lui dedicati furono composti tra il 1782 e il 1785 e quindi ‘lentamente’ rispetto ai tempi solitamente impiegati da Mozart, capace di scrivere un concerto in poche ore e la ragione è dovuta al fatto che i quartetti vennero scritti nel modo rivoluzionario che Haydn aveva inventato, pubblicando proprio nel 1771 i sei quartetti russi op. 33, la cui modalità di composizione venne da Haydn stesso definita "nuova e speciale maniera". La "nuova e speciale maniera" era costituita dall'abbandono dei principi compositivi del settecento (nel quartetto ed in seguito nella musica da camera in generale) della melodia con accompagnamento per dare invece un ugual risalto alle quattro voci dell'organico che si trovavano ora a colloquiare in modo paritetico. Quale conseguenza della reciproca amicizia e stima alla posterità vennero tramandate due opere parallele e immortali. La stima che Haydn aveva di Mozart è ben descritta nelle parole che Haydn dice al padre Leopold: «Vi dico innanzi a Dio, da galantuomo, che vostro figlio è il più grande compositore che io mi conosca, di nome e di persona. Ha gusto e possiede al sommo grado l'arte del comporre».
I Quartetti di Beethoven esercitarono, nei confronti dei compositori che 'osarono' in seguito avvicinarsi alla composizione di quartetti, una autentica azione intimidatoria. Johannes Brahms visse la piena drammaticità del comporre quartetti. Sofferse di una superiore severità di giudizio cui sottoponeva le sue opere. Naturalmente il quartetto, che da sempre rappresentava il magistero del comporre, subì in maggior misura questo controllo critico. Per ritrovare il primo contatto di Brahms con il quartetto bisogna risalire al 1853, allorché Brahms, con il consenso di Robert Schumann, aveva deciso di redigere un quartetto in Si minore e di pubblicarlo come Op. 1. Ma l'atteggiamento di assoluta intransigenza verso se stesso spinse alla fine Johannes a rinunciare all'idea, non solo della pubblicazione, ma addirittura del completamento della partitura. Avrebbero dovuto passare vent'anni prima perché Brahms si sentisse sicuro di sé di fronte ad una forma tanto impegnativa. Tuttavia, anche in questa seconda occasione, dibatté a lungo il problema. Esistono almeno una ventina di abbozzi che attestano il lungo sforzo compositivo che precedette la stesura definitiva. Ed alla fine la stessa redazione dei quartetti lo occupò a lungo. Il 10 giugno del 1869, sappiamo dal diario di Clara che Johannes le aveva portato due 'amabili movimenti di quartetto', il primo e l'ultimo movimento, per la precisione, che l'avevano alquanto entusiasmata. Le piaceva specialmente il movimento finale, mentre il primo movimento, diceva Clara, non era di suo gusto ed auspicava che Johannes l'avrebbe riveduto, poiché anche lui, Johannes, non era completamente soddisfatto. Pochi giorni dopo, il 14 giugno, Brahms scrisse all'editore Simrock che lo premeva per avere opere nuove, ed in particolare quartetti: «Mi spiace ma devo chiederle di pazientare. Comprendo sempre più quanto sia difficile padroneggiare la tecnica virtuosistica, quanto non si è portati... Costò a Mozart un sacco di fatica comporre sei bei quartetti, e così anche noi vogliamo provare a farne un paio di passabili...» Il quartetto per pianoforte ed archi in Sol minore op. 25 fu pubblicato nel 1863 e alla sua uscita ebbe numerose critiche, soprattutto da Joachim, che in quel periodo rappresentava per Brahms un interlocutore privilegiato. In effetti il brano dovette essere sicuramente una novità per l'epoca, tenendo presente la preponderanza della parte affidata al pianoforte, la presenza di un "intermezzo" al posto del canonico "scherzo" nel secondo movimento ed un finale "rondo alla zingarese", dove vi sono numerosi elementi che sarebbero stati maggiormente approfonditi nelle "Danze ungheresi".
Mark Taube, nato in Russia, a Leningrado (Pietroburgo) nel 1960, si è diplomato nella Scuola per bambini prodigio. Sin da piccolo è stato considerato come una stella nascente nell’orizzonte violinistico pietroburghese e ha partecipato a vari festival, con recital nelle sale più prestigiose della Russia. Ha vinto il concorso internazionale “Concertino Praga”, in Cecoslovacchia. E’ stato assistente del celeberrimo violinista Iehudi Menuhin che ha caratterizzato il modo di suonare di Taube. È stato invitato, per chiara fama, a ricoprire ruoli di spalla nell’Orchestra della Filarmonica, nell’Orchestra statale di Musica Antica e Moderna, nell’Orchestra “Boris Eifmann Balet” di Leningrado, nell’Orchestra Sinfonica di Mosca, nell’Orchestra del Teatro Lirico di Pretoria (Repubblica del Sud Africa), nell’Orchestra Statale e nel Teatro d’Opera “Zazerkalje” di S. Pietroburgo, nell’Orchestra del Teatro Bellini di Catania. Ha creato il Quartetto d’Archi “Camerata Baltica” ed il Quartetto d’archi Sud Africano. In vari periodi della sua carriera, ha affiancato all’attività solistica anche quella della direzione d’orchestra, dirigendo l’Orchestra da Camera del Teatro Lirico di Pretoria, e l’Orchestra Sinfonica Statale di S. Pietrobuurgo, delle quali è stato anche Direttore Artistico. Diventato simbolo del nuovo corso politico della “libera” S. Pietrroburgo, è stato invitato regolarmente a suonare per i personaggi più importanti della Russia, come il presidente V. Putin, i sindaci di S. Pietroburgo A. Sobciak e V. Matvienko, il regista N. Mikhalkov, il leader Nelson Mandela, e altri. Nel 2007 il presidente della Federazione Russa V. Putin lo ha insignito del titolo di “Artista Emerito della Federazione Russa”.
Konstantin Katz è stato prima viola presso il Teatro Lirico del Conservatorio, l’Orchestra della Filarmonica e il Teatro “Mussorgskij” di Leningrado, l’Orchestra da camera “I Solisti di San Pietroburgo”, il Teatro d’Opera “Zazerkalje”, l’Orchestra del Festival a Menton (Francia). Nel 1995 è stato invitato a far parte del celebre “Sankt-Petersburg Quartet” e da allora l’ensemble è al 6° posto nella classifica mondiale dei quartetti d’arco.
Con “Sankt-Petersburg Quartet”, nonché da solista e con direttori di fama mondiale, si esibisce in numerosissime tourné in America del Nord, Europa e Asia; effettua incisioni CD negli studi della “Sony classical” ed altre case discografiche degli USA, della Gran Bretagna e della Russia; insegna nelle Masterclass in USA e Canada; suona nelle sale di prestigio come l’Albert Hall di Londra, il Lincoln Center di New York, le sale delle Università americane, nelle piu’ importanti sale di Pietroburgo, Mosca ed altre città della sua patria.
Vadim Pavlov si afferma come importante musicista della “Capitale culturale russa”, riscuotendo sempre un ampio successo di critica e di pubblico. In varie formazioni cameristiche ha suonato nelle più prestigiose sale di Leningrado, in altre città russe e all’estero. Come solista e camerista, è stato premiato ai concorsi nazionali a Mosca, Riga, Leningrado e Voronezh. Già 1° violoncello dell’orchestra del Conservatorio di Leningrado, ha fatto parte della Filarmonica di Leningrado ed è stato 1° violoncello del Teatro Musicale da Camera di Leningrado. Ha sempre rivolto grande interesse per le composizioni rare ed ha affrontato significative ricerche storiche per l’esecuzione originale di brani famosi.
Ha fondato l’ensemble “Anton Quartet” con la collaborazione di altri illustri docenti dell’Accademia, con i quali ha effettuato tourné in Russia ed all’estero, vincendo tra l’altro il concorso “Primavera di Praga” (1988). Nel 1990 è stato sponsorizzato per partecipare al Concorso di musica da camera a Caltanissetta e da allora ha stretto sempre più solidi contatti con il mondo musicale italiano, sino a prendere la decisione di stabilire la propria residenza in Sicilia. Subito apprezzato dalle più importanti Associazioni Musicali italiane, Vadim Pavlov ha realizzato numerosissime tourné in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, in altri paesi europei e in Giappone. Ha fondato il quartetto “Ars Nova” e il “Trio Siciliano”. Ha vinto numerosi concorsi di musica da camera e nel 1994 è stato nominato professore della F.M.E.M. di Ginevra. E’ regolarmente invitato ad effettuare Masterclass in Sicilia e in Piemonte (Alessandria) dove, oltre ad essere docente di violoncello e quartetto, tiene corsi specialistici per pianisti accompagnatori di strumenti ad arco. I suoi allievi sono stati varie volte premiati ai concorsi nazionali ed internazionali. Tra le varie incisioni, degne di menzione quelle con le case discografiche Pentagramma e Videoradio Nuova Carisch. Dal 1999 ricopre il ruolo di 1° violoncello presso il Teatro Bellini di Catania. Recentemente, il Presidente della Repubblica Italiana ha conferito al M° Pavlov la cittadinanza italiana.