Rita Mascagna

Festival Internazionale da Bach a Bartok

XX edizione - luglio agosto 2008

Sabato 26 luglio 2008, ore 21.30
Imola - Palazzo Monsignani Sassatelli - Sala Mariele

Recital di violino e pianoforte


Rita Mascagna - violino
Alessandro Taverna - pianoforte

Programma

Ludwig van Beethoven Sonata n. 8 in Sol maggiore, op. 30 n. 3
(1770-1827)

Manuel De Falla "Suite popolare spagnola"
(1875-1946) El paño moruno
Nana
Cançion
Polo
Asturiana
Jota


César Franck Sonata in La maggiore
(1822-1890) Allegretto moderato
Allegro
Recitativo fantasia
Allegretto poco mosso


Scritte per l’essenziale organico costituito da violino e pianoforte, le dieci Sonate occupano, nel complesso dell’attività compositiva dell’autore, un arco di tempo che va dal 1797-98 al 1812. Un genere, quello della musica da camera con pianoforte, che alla fine del Settecento veniva considerato artisticamente meno importante rispetto all’aristocratico quartetto d’archi, poiché destinato alla categoria degli esecutori “dilettanti”. Tuttavia, già a partire dalle tre Sonate dell’Op. 12, i modelli mozartiani coesistono con l’invenzione musicale e tecnica autenticamente beethoveniana. Il violino non funge più da mero accompagnamento del pianoforte, ma partecipa al discorso musicale dialogando con l’altro nello spirito tipicamente concertante. Al nuovo rapporto di interazione tra i due strumenti Beethoven aggiunge altresì la ricerca timbrico-espressiva applicata al violino.

La complessiva parabola creativa di De Falla può essere riletta alla luce della problematicità relativa all'immagine della Spagna che largo seguito ha avuto nella cultura europea all'inizio del Novecento. Il ricco folclore iberico, divenuto nel corso del secolo scorso una fonte inesauribile d'ispirazione per poeti, musicisti, pittori, si è progressivamente caricato di significati talora ambivalenti, fra loro contraddittori. Ma l'opera di De Falla non si esaurisce in questo ambivalente rapporto con l'idioma popolare; può essere letta non solo come fertile oscillazione tra tensioni opposte, centripete o centrifughe, nei confronti di una tradizione musicale così variegata e invadente, ma anche nel suo confrontarsi con le ricerche linguistiche delle avanguardie europee del primo Novecento, rispetto alle quali sembra avere una posizione “periferica”. Se per Felipe Pedrell, maestro di De Falla e padre della scuola spagnola, una rinascita della musica in Spagna non può che passare attraverso un attento studio, un serio recupero, del più vero e profondo folclore musicale iberico, che da sempre ha nutrito le vicende della musica colta, De Falla è l'erede di questo insegnamento e sostiene: “Gli elementi essenziali della musica, le fonti di ispirazione sono le nazioni, i popoli. Sono contrario alla musica che prende per base i documenti folcloristici autentici; credo, al contrario, che è necessario partirsi dalle fonti naturali vive e utilizzare le sonorità e il ritmo nella loro sostanza, e non per ciò che offrono esteriormente. Per la musica popolare in Andalusia, per esempio, è necessario andare molto in fondo per non caricaturarla”.

La Sonata in La maggiore per violino e pianoforte, una delle ultime opere di Franck, è uno dei primi esempi di sonata ciclica. Il tema principale, esposto dal violino nel I tempo, è riproposto, rielaborato variamente, in tutti e quattro i tempi, così come molti altri frammenti tematici. La tonalità della sonata è La maggiore, ma il II e il III tempo sono in tonalità differenti. La prima esecuzione della sonata avvenne il 16 dicembre 1886 da parte del dedicatario Eugène Ysaÿe e della pianista Léontine-Marie Bordes-Pène al Circolo Artistico di Bruxelles. La scrittura fortemente cromatica di Franck caratterizza l'intero primo tempo, estremamente modulante e in alcuni casi addirittura tonalmente ambiguo. Il II tempo è in Re minore (anche se conclude in un luminoso Re maggiore). Qui è caratteristico il contrasto tra il primo tema e il secondo, malinconico e disperato, e tra le varie sezioni della sonata a loro volta contrastanti. Il III tempo (non in un unica tonalità) è un Recitativo-Fantasia fortemente modulante e ha il sapore di una preghiera disperata, contrastata da un destino avverso e drammatico. Tragica è la conclusione che, dopo un fugace momento di luce (l'ultima frase), modula bruscamente nella tetra tonalità di Fa diesis minore. L'ultimo tempo, in La maggiore, fa da contraltare alla tragica malinconia del III tempo e chiude la sonata con la liberazione, tonale ed emotiva, dell'intera composizione. La scrittura, che denota una grande maestria contrappuntistica del compositore, è in gran parte costituita da un canone tra il pianoforte e il violino, che esprimono il tema ciclico, il quale però stavolta è rielaborato e reso sereno e luminoso. Si dice che questa sonata, in particolare nella sua ciclicità, abbia ispirato la Ricerca del tempo perduto di Proust.

Rita Mascagna
Nata nel 1984. si è diplomata con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Sin da giovanissima ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali. Nel 2003 ha ricevuto da Uto Ughi il Primo Premio della Arti offerto dal Ministero Istruzione Università Ricerca. Nel 2004 è stata insignita del titolo Excelsius Musicae et Pacis Nuntius, in occasione della manifestazione “Eurofestival, concertisti emergenti” e ha conseguito al XV Concorso Nazionale “Citta’ di Cento” il 1° premio per strumenti ad arco e corde solista e il premio speciale “Barolomeo Campagnoli”. Di recente ha vinto il 1° premio “Scuola Musicale di Milano” e “1° Premio Mozart” indetto dalla Fondazione Arturo Toscanini di Parma. Inoltre si è aggiudicata numerosi premi anche in concorsi di musica da camera. Ha debuttato come solista a 14 anni con “I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna”. Ha tenuto concerti per violino solo, in duo violino e pianoforte e come solista con orchestre quali la Arturo Toscanini di Parma, I filarmonici del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Amilcare Zanella di Piacenza, per importanti enti ed associazioni musicali. Si è esibita a Parigi, Basilea, Vienna, Londra e in Giappone. In qualità di solista e camerista, ha partecipato a prestigiosi festival sia in Italia che all’estero, tra i quali il “Gubbio Festival”, l’“Eurofestival” a Roma, “Estate Musicale di Portogruaro” e il “Festival di Santander” in Spagna. Ha inoltre collaborato in veste di spalla dei primi violini con l’Orchestra Amilcare Zanella di Piacenza, con l’Orchestra Sinfonica Giovanile dei Conservatori dell’Emilia Romagna, con l’Orchestra Sinfonica Italiana e con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini fondata dal M° Riccardo Muti. Dal 2004 è primo violino del Quartetto di Firenze con il quale si è esibita nell’ambito de “I Concerti al Quirinale di Radio3”, in diretta euroradio, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Attualmente sta frequentando il corso biennale per Postgraduate Diploma sotto la guida del Maestro Erich Gruenberg presso la Royal Academy of Music, dove ultimamente è risultata vincitrice dei premi speciali “Wilfrid Parry Price”, per la migliore esecuzione di una sonata di J. Brahms, e “Harold Craxton Price” con il suo trio con pianoforte, the Royal Trio.

Alessandro Taverna
Nato nel 1983, si è diplomato a 17 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale. È vincitore di importanti premi in numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra i quali il premio speciale “Alfredo Casella” alla XIX edizione del “Premio Venezia” riservato ai pianisti diplomati con il massimo dei voti, il Premio Internazionale Pianistico “A. Scriabin 2003” di Grosseto, il Concorso Pianistico Internazionale “Concerti in Villa 2006” di Vicenza; ha inoltre ottenuto un brillante piazzamento in semifinale, unico italiano, nella sesta edizione dell'Hamamatsu International Piano Competition in Giappone, nell’ambito del quale ha preso parte alla masterclass tenuta da Michel Béroff. Nel febbraio 2008 ha figurato quale semifinalista nell’undicesima edizione dell’UNISA International Piano Competition di Pretoria (Sudafrica). Si è esibito come solista e con orchestre in prestigiose sale da concerto e teatri, come il Teatro Olimpico di Vicenza, la Sala dei Giganti al Liviano di Padova, Palazzo Labia e Teatro Malibran a Venezia, la Fazioli Concert Hall di Sacile, la Sala Bossi di Bologna, il Teatro Goldoni di Firenze; ha suonato, tra le altre, con l’Orchestra Sinfonica della Città di Grosseto diretta da Enrique Batiz, con la Kremlin Chamber Orchestra sotto la direzione di Misha Rachlevsky, con l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. Nel 2007 ha debuttato al prestigioso Konzerthaus di Berlino e ha tenuto recital in Canada per il “Centre d’Arts Orford” e l’“Ottawa International Chamber Festival”. Su invito del Commissariato Governativo per l’Esposizione Internazionale di Saragozza 2008 si esibirà in un concerto pianistico nel padiglione italiano, mentre l’autunno del 2008 lo vedrà protagonista di una tourné nelle principali città del Sudafrica. Attualmente studia con Leonid Margarius e Franco Scala all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove ha anche frequentato le classi dei maestri Piero Rattalino e Louis Lortie e ha preso parte a masterclass tenute da insigni pianisti quali Zoltán Kocsis, Joaquin Soriano, Andrea Lucchesini, Marcello Abbado. È docente di pianoforte alla Fondazione Musicale “S. Cecilia” di Portogruaro. Conseguita la maturità scientifica con il massimo dei voti e una particolare menzione della Commissione, è iscritto alla facoltà di Ingegneria Meccanica presso l’Università di Padova.