Giorgio Zagnoni flauto
Nelson Machado chitarra
Franco Venturini pianoforte
Elio Tatti contrabbasso
Giampaolo Ascolese batteria
Maurizio Maranto percussioni
Da Claude Bolling alla Saudade brasiliana
La prima parte del concerto è dedicata a Claude Bolling, compositore
che dell’incontro di due generi diversi fece la sua cifra stilistica
e si prefisse di associare la musica classica al jazz al fine di renderla
più accessibile al pubblico. In seguito all’incontro con celebri
musicisti del mondo della classica, Bolling creò le Suites for flute
and jazz piano trio. Giorgio Zagnoni ne ripropone la fusione equilibrata tra
classico e jazz in un gioco di contrasti originalissimi e valorizzando al
massimo i due stili senza che uno prevalga sull’altro.
La seconda parte è dedicata al Brasile, partendo da Pixinguina (1898-1973),
considerato ormai un classico anche per il suo stretto legame con la cerchia
familiare di Villa Lobos.
Si passa poi a sonorità più legate al latin jazz, genere che
unisce i ritmi dell’America Latina (di provenienza africana) con le
melodie jazz del Sud America, nel cui ambito il Brasile ha dato origine ad
una forma del tutto nuova, attingendo al samba e alla bossanova e creando
un particolare clima, definito saudade, termine intraducibile per descrivere
quel miscuglio di malinconia e allegria che impernia tutta la musica brasiliana.
La voce del flauto renderà omaggio agli immortali temi di Antonio Carlos
Jobim e agli straordinari interpreti che li hanno resi celebri: Stan Getz,
Joao e Astrud Gilberto. A conferma dell’eterogeneità da cui nascono
queste musiche l’Ensemble, oltre ad avvalersi dell’ormai comprovata
versatilità del flautista Giorgio Zagnoni che non esita a sperimentare
sonorità inusitate e ritmiche tutt’altro che classiche, è
composto da musicisti di comprovata fama in ambito jazzistico con il tocco
di due componenti provenienti dal Brasile.
GIORGIO ZAGNONI
Bolognese, Giorgio Zagnoni si è diplomato in flauto al Conservatorio
di Firenze: a 18 anni ha vinto il Concorso nazionale per primo flauto presso
l’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI e a 20 anni si è meritato
una cattedra al Conservatorio di Bologna (che detiene tuttora). Dopo un decennio
vissuto in orchestra, si è dedicato esclusivamente al solismo raggiungendo
in breve la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, il Gewandhaus
di Lipsia, il Coliseum di Buenos Aires; e guadagnandosi dalla critica appellativi
come “il flauto magico da Bologna” e il “Re Mida del flauto”.
Ha ricevuto innumerevoli premi di grande prestigio e in occasione del Bicentenario
degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha inciso per varie
case, fra cui la EMI e la Fonit Cetra. Già fondatore del Bologna Festival,
direttore artistico di “Musicalmente Bologna” e del “Festival
sirmionese”, coordinatore di un progetto di formazione orchestrale,
attualmente è responsabile del corso di formazione superiore per professori
d’orchestra “Mythos” della fondazione “A. Toscanini”
di Parma e direttore artistico del festival “Da Bach a Bartók”
di Imola. Nel 2003 ha ricevuto dal Presidente Ciampi l’onoreficenza
di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2005 è
stato nominato Presidente della Fondazione Accademia Verdi Toscanini.