Le note raccontano
Claude Bolling Espiègle
Sentimentale
Javanaise
Jazzy
Gato Barbieri (1934)
Da Ultimo Tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972)
Ennio Morricone (1928)
Da Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi (1968)
Nicola Piovani (1946)
Da La vita è bella di Roberto Benigni (1997)
Ennio Morricone (1928)
Suite da C’era una volta di Sergio Leone (1968) e altri film
Burt Bacharach (1929)
The look of love
Marco Biscarini (1965)
Fantasia concertante
C. Simonetti (1952) – L. Schifrin (1932)
Da Profondo rosso (1975) di Dario Argento
e Mission impossible (1968) di P. Stanley
Quincy Jones (1933)
Soul bossa
Giorgio Zagnoni, flautista bolognese di fama internazionale, al repertorio
colto ha consegnato molte delle sue interpretazioni e proprio a seguito di
questa sua sicurezza da tempo ha svolto ed esteso la sua disponibilità
a stili limitrofi: se si è compiaciuto di parafrasare i Beatles, non
meno volentieri ha prestato ascolto alla grande civiltà del cinema,
della musica da film, della colonna sonora. È una musica, questa, che
quant’altra mai ha il dovere di raccontare: mentre l’immagine
fa vedere, il dialogo fa capire gli elementi dell’intreccio e il suono
fa capire meglio o qualcos’altro in più, insistendo o aggiungendo
particolari espressivi sfuggenti o addirittura impossibili al dialogo e all’immagine.
Nella prima parte un compositore che fece dell’incontro di due generi
diversi la sua cifra stilistica: Claude Bolling si prefisse di associare la
musica classica al jazz al fine di renderla più accessibile al pubblico.
In seguito all’incontro con celebri musicisti del mondo della classica,
Bolling creò le Suites for flute and jazz piano trio. Il Giorgio Zagnoni
Ensemble ne ripropone la fusione equilibrata tra classico e jazz in un gioco
di contrasti originalissimi e valorizzando al massimo i due stili senza che
uno prevalga sull’altro.
Nella seconda parte della serata l’ensemble offre al pubblico un altro
tipo di ricerca e di elaborazione: quella sulla musica da cinema, che dalla
cucitura di formule facilmente descrittive degli albori passò a un
lavoro di sperimentazione, collage e adattamento di temi suggestivi per approdare
a nuova attività di creazione artistica, ispirata a criteri classicamente
compositivi anche se intimamente associata alla storia e alle immagini. Proprio
questa in un secondo tempo si è prestata volentieri all’arrangiamento
più svariato passando da grandi complessi orchestrali a organici ridotti
o minimi. L’antologia di questa sera si avvale del lavoro di scelta
e adattamento di Marco Biscarini che ha selezionato quei temi e quegli autori
che più rispondono ai criteri di una musica cosiddetta assoluta, cioè
di una musica capace di vivere di vita propria al di fuori della pellicola
e pronta a diventare musica da concerto senza perdere nulla del proprio potere
evocativo.
Il concerto si conclude con un’apoteosi spettacolare per il flauto,
un tema di Q. Jones inserito in diverse colonne sonore e spot pubblicitari.
Dalla sonata romantica alla bossa “nova”, dal salotto borghese
al set cinematografico, dalla Siviglia di Bizet al Far West di Leone, ecco
l’itinerario di questo concerto di cui il virtuosismo e l’eclettismo
di Giorgio Zagnoni e degli altri valenti collaboratori garantiscono la spettacolarità.
L’ingresso è gratuito.
Per informazioni rivolgersi a MUSE s.r.l.: 051.248677.
CURRICULA
Bolognese, Giorgio Zagnoni si è diplomato in flauto al Conservatorio di Firenze: a 18 anni ha vinto un concorso nazionale per l’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI e a 20 anni si è meritato una cattedra al Conservatorio di Bologna (che detiene tuttora). Dopo un decennio vissuto in orchestra, si è dedicato esclusivamente al solismo raggiungendo in breve la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, il Gewandhaus di Lipsia, il Coliseum di Buenos Aires; e guadagnandosi dalla critica appellativi come “il flauto magico da Bologna” e il “Re Mida del flauto”. Ha ricevuto innumerevoli premi di grande prestigio e in occasione del Bicentenario degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha inciso per varie case, fra cui la EMI e la Fonit Cetra. Già fondatore del Bologna Festival, direttore artistico di “Musicalmente Bologna” e del “Festival sirmionese”, coordinatore di un progetto di formazione orchestrale, attualmente è responsabile del corso di formazione superiore per professori d’orchestra “Mythos” della fondazione “A. Toscanini” di Parma e direttore artistico del festival “Da Bach a Bartók” di Imola. Nel 2003 ha ricevuto dal Presidente Ciampi l’onoreficenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Il Quartetto Alea (Michela Tintoni, Alessandra Bottai, Vanessa Paganelli,
Elisa Segurini) nasce dall’incontro di quattro giovani artiste accomunate
dalla passione per la musica intesa come mondo sonoro privo di limiti e barriere.
L’eclettismo del gruppo è scritto nel percorso artistico delle
quattro strumentiste. Si passa da esperienze prettamente classiche al fianco
di grandi nomi come R. Muti (Teatro alla Scala), L. Maazel, D. Nordico, M.
Quarta, V. Mendelsshon, ad esperienze filologiche di studio che affrontano
il repertorio barocco presso l’Accademia Chigiana con S. Kujken, a Fiesole
con L. O. Santos per sfociare in esperienze artistiche di rilievo con l’“Europa
Galante” e l’“Orchestra Barocca Italiana”. Si attraversa
il mondo del jazz al fianco di E. Rava (Umbria Jazz Perugina), per giungere
alla musica leggera di A. Minghi, P. Conte, F. Battiato, A. Branduardi, Raf.
Il panorama musicale del quartetto si arricchisce grazie al repertorio etnico-vocale
di Dulce Pontes e di Milva.
Di rilievo l’esperienza sul tango argentino di A. Piazzolla con il gruppo
strumentale del M° Hugo Aisemberg (Casa Rosada B. Aires), con il gruppo
strumentale del M° Giorgio Zagnoni, con il tango classico dei “Quejas
de Bandoneon”, oltre all’incontro con E. Morricone e al concerto
Cinemusic al Festival di Ravello.
Stefano Malferrari si è diplomato, con il massimo dei voti e la lode,
al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Franco Scala perfezionandosi,
in seguito, con Jörg Demus. Vincitore di concorsi internazionali, tiene
concerti in Italia e all’estero nelle principali istituzioni. Attivo
nel settore cameristico e liederistico, dal 1986 suona in duo pianistico con
Carlo Mazzoli. Si dedica anche al repertorio contemporaneo in collaborazione
con il violinista Enzo Porta e la flautista Anna Maria Morini, nonché
con diversi compositori dei quali ha presentato opere in prima assoluta. Sue
esecuzioni sono state trasmesse dalla RAI, da radio estere, network privati
e riprodotte su CD. Oltre alla docenza presso il Conservatorio di Bologna,
tiene corsi e conferenze-concerto.
Contrabbassista, arrangiatore, direttore di Big Band Jazz, compositore, Elio Tatti si è diplomato nello strumento a Frosinone e in musica jazz a Latina. Ha suonato con i maggiori veterani del jazz italiano (Marcello Rosa, Cicci Santucci, Romano Mussolini, Enzo Scoppa) e continua a lavorare con i più vivaci jazzmen di oggi. Inoltre collabora con Giorgio Zagnoni, Alessandro Specchi e Uto Ughi; ha inciso una decina di CD; ha partecipato alla registrazione di varie colonne sonore di Ennio Morricone; e si è esibito in tutto il mondo, anche alla Carnegie Hall di New York.
Batterista, percussionista, compositore, Giampaolo Ascolese ha cominciato a operare giovanissimo, come batterista in compagnia dei maggiori jazzmen italiani. Nel 1980 si è specializzato a Boston e poco dopo, ritornato in patria, si è diplomato in strumenti a percussione al Conservatorio dell’Aquila, per cui alla carriera di batterista ha sommato quella di percussionista classico-contemporaneo (in musica jazz si è diplomato nel 2000 a Frosinone). Timpanista e batterista in tre film di Roberto Benigni, batterista del pianista Mike Melillo, collaboratore del flautista Giorgio Zagnoni in ambito classico e di vari cantanti in ambito leggero, ha frequentato numerosissimi solisti di jazz americani fra cui Chet Baker, Lee Konitz, Gary Bartz, Steve Grossman, Ray Briant, Curtis Fuller. Suona regolarmente in Europa, in America e in Asia, dal Giappone all’Argentina; ha scritto due metodi per batteria ed è responsabile di una rubrica didattica sul mensile “Percussioni” che fa testo in tutt’Italia.
Compositore e arrangiatore, Marco Biscarini nel 1994 e 1995 ha vinto il diploma d’onore in musica per film all’Accademia Chigiana di Siena con il M° Morricone. Nel 2000 è stato 1° classificato e nel 2001 2° classificato al concorso “2 Agosto” di Bologna. Nel 2003 ha scritto l’opera lirica La famosa invasione degli orsi in Sicilia, commissionata dal Comunale di Modena. Pubblica per RAI TRADE.