Festival Internazionale da Bach a Bartok

XVII edizione - maggio dicembre 2005

Domenica 18 settembre ore 17.30
Dozza Imolese - Piazza della Rocca

VARIAZIONI ENSEMBLE

Elena Giri flauto
Daniele Titti clarinetto
Marco Bartolini violino
Luca Bacelli violoncello
Matteo Angeloni pianoforte

Bohuslav Jan Martinu (1890-1959)
Sonata madrigale per flauto, violino e pianoforte

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 11

Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Trio in Re magg. per flauto, violoncello e pianoforte

Bela Bartók (1881-1945)
Contrasts per clarinetto, violino e pianoforte

La Sonata madrigale del compositore ceco B. Martinu rispecchia l’eclettismo di cui si nutrì l’autore: in essa si avverte la chiara impronta del neoclassicismo di matrice stravinskiana, che permea l’intera composizione, insieme a lontani echi dell’impressionismo francese, in una scrittura comunque sempre sostenuta da un contrappunto denso e vigoroso.
Il Trio op. 11 di L. van Beethoven , del 1798, è caratterizzato da scrittura brillante e rispecchia probabilmente lo stile del Beethoven virtuoso che aveva grande successo presso il pubblico del tempo. Al primo tempo, Allegro con brio, segue l’Adagio, in cui gli strumenti si rispondono dolcemente, inquietandosi appena nella parte centrale. L’ ultimo tempo è costituito da una serie di variazioni brillanti, di carattere a tratti popolaresco, sul tema “Pria ch’io l’impegno”, nell’alternanza di pianoforte solo e clarinetto e violoncello e di maggiore e minore, fino al vorticoso Allegro conclusivo.
Il Trio in re magg. di F. J. Haydn sfrutta la timbrica chiara del flauto per una scrittura sempre briosa e divertente; soprattutto, dopo la parentesi introspettiva e densa di pathos del tempo centrale, nel III movimento, sorta di tema e variazioni in cui gli strumenti si rispondono con agilità.
I Contrasts furono commissionati a Bartók dal clarinettista jazz Benny Goodman e dal violinista Joseph Szigeti. Scritto verso il 1938 per clarinetto, violino e pianoforte, è un lavoro “distensivo”, in cui Bartók accetta e vince una sfida lanciata a se stesso: il compositore non aveva mai composto prima per il clarinetto, strumento ovviamente imposto dalla presenza di Goodman tra i committenti. Il linguaggio tende all’improvvisazione, alla “fantasia”; la ritmica è densa e complessa eppure sempre chiara.

L’ingresso è gratuito.
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CURRICULUM

Il Variazioni Ensemble è un gruppo ad assetto variabile, che può presentarsi in varie combinazioni strumentali; versatilità, questa, che gli permette di spaziare dal repertorio cameristico più frequentato fino ad opere meno conosciute, in un arco cronologico che dal Settecento arriva al Novecento. Attualmente il gruppo si sta perfezionando presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, nella classe di musica da camera del M° Pier Narciso Masi.
I suoi componenti si sono diplomati con i massimi voti presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro; collaborano con importanti orchestre, tra cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra del Teatro Comunale di Cagliari, I Fiati di Parma, l’Orchestra Filarmonica della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, la Filarmonica Marchigiana, e con importanti direttori quali L. Maazel, R. F. De Burgos, E. Inbal. Il gruppo si è esibito per prestigiose istituzioni, come l’Associazione Angelo Mariani di Ravenna (sala Corelli del Teatro Alighieri), l’Ente Concerti di Pesaro (Sala della Repubblica del Teatro Rossini), il Palazzo Sassatelli di Imola.