Bohuslav Jan Martinu (1890-1959)
Sonata madrigale per flauto, violino e pianoforte
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 11
Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Trio in Re magg. per flauto, violoncello e pianoforte
Bela Bartók (1881-1945)
Contrasts per clarinetto, violino e pianoforte
La Sonata madrigale del compositore ceco B. Martinu rispecchia l’eclettismo
di cui si nutrì l’autore: in essa si avverte la chiara impronta
del neoclassicismo di matrice stravinskiana, che permea l’intera composizione,
insieme a lontani echi dell’impressionismo francese, in una scrittura
comunque sempre sostenuta da un contrappunto denso e vigoroso.
Il Trio op. 11 di L. van Beethoven , del 1798, è caratterizzato da scrittura
brillante e rispecchia probabilmente lo stile del Beethoven virtuoso che aveva
grande successo presso il pubblico del tempo. Al primo tempo, Allegro con brio,
segue l’Adagio, in cui gli strumenti si rispondono dolcemente, inquietandosi
appena nella parte centrale. L’ ultimo tempo è costituito da una
serie di variazioni brillanti, di carattere a tratti popolaresco, sul tema “Pria
ch’io l’impegno”, nell’alternanza di pianoforte solo
e clarinetto e violoncello e di maggiore e minore, fino al vorticoso Allegro
conclusivo.
Il Trio in re magg. di F. J. Haydn sfrutta la timbrica chiara del flauto per
una scrittura sempre briosa e divertente; soprattutto, dopo la parentesi introspettiva
e densa di pathos del tempo centrale, nel III movimento, sorta di tema e variazioni
in cui gli strumenti si rispondono con agilità.
I Contrasts furono commissionati a Bartók dal clarinettista jazz Benny
Goodman e dal violinista Joseph Szigeti. Scritto verso il 1938 per clarinetto,
violino e pianoforte, è un lavoro “distensivo”, in cui Bartók
accetta e vince una sfida lanciata a se stesso: il compositore non aveva mai
composto prima per il clarinetto, strumento ovviamente imposto dalla presenza
di Goodman tra i committenti. Il linguaggio tende all’improvvisazione,
alla “fantasia”; la ritmica è densa e complessa eppure sempre
chiara.
L’ingresso è gratuito.
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CURRICULUM
Il Variazioni Ensemble è un gruppo ad assetto variabile, che può
presentarsi in varie combinazioni strumentali; versatilità, questa, che
gli permette di spaziare dal repertorio cameristico più frequentato fino
ad opere meno conosciute, in un arco cronologico che dal Settecento arriva al
Novecento. Attualmente il gruppo si sta perfezionando presso l’Accademia
Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, nella
classe di musica da camera del M° Pier Narciso Masi.
I suoi componenti si sono diplomati con i massimi voti presso il Conservatorio
“G. Rossini” di Pesaro; collaborano con importanti orchestre, tra
cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra
Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra del Teatro di San Carlo di
Napoli, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra
del Teatro Comunale di Cagliari, I Fiati di Parma, l’Orchestra Filarmonica
della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, la Filarmonica Marchigiana, e con
importanti direttori quali L. Maazel, R. F. De Burgos, E. Inbal. Il gruppo si
è esibito per prestigiose istituzioni, come l’Associazione Angelo
Mariani di Ravenna (sala Corelli del Teatro Alighieri), l’Ente Concerti
di Pesaro (Sala della Repubblica del Teatro Rossini), il Palazzo Sassatelli
di Imola.