Festival Internazionale da Bach a Bartok

XVII edizione - maggio dicembre 2005

Martedì 9 Agosto, ore 21.15
SAN LAZZARO DI SAVENA Cortile del Comune

GIORGIO ZAGNONI ENSEMBLE

Giorgio Zagnoni flauto
Quartetto Alea • Michela Tintoni violino , Alessandra Bottai violino , Vanessa Paganelli viola , Elisa Segurini violoncello
Stefano Malferrari pianoforte
Elio Tatti contrabbasso
Giampaolo Ascolese percussioni

Le note raccontano

Claude Bolling Espiègle Sentimentale Javanaise Jazzy

Gato Barbieri (1934) Da Ultimo Tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972)

Ennio Morricone (1928) Da Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi (1968)

Nicola Piovani (1946) Da La vita è bella di Roberto Benigni (1997)

Ennio Morricone (1928) Suite da C’era una volta di Sergio Leone (1968) e altri film Burt Bacharach (1929)

The look of love Marco Biscarini (1965) Fantasia concertante

C. Simonetti (1952) – L. Schifrin (1932) Da Profondo rosso (1975) di Dario Argento e Mission impossible (1968) di P. Stanley

Quincy Jones (1933) Soul bossa

 

Giorgio Zagnoni, flautista bolognese di fama internazionale, al repertorio colto ha consegnato molte delle sue interpretazioni e proprio a seguito di questa sua sicurezza da tempo ha svolto ed esteso la sua disponibilità a stili limitrofi: se si è compiaciuto di parafrasare i Beatles, non meno volentieri ha prestato ascolto alla grande civiltà del cinema, della musica da film, della colonna sonora. È una musica, questa, che quant’altra mai ha il dovere di raccontare: mentre l’immagine fa vedere, il dialogo fa capire gli elementi dell’intreccio e il suono fa capire meglio o qualcos’altro in più, insistendo o aggiungendo particolari espressivi sfuggenti o addirittura impossibili al dialogo e all’immagine.
Nella prima parte un compositore che fece dell’incontro di due generi diversi la sua cifra stilistica: Claude Bolling si prefisse di associare la musica classica al jazz al fine di renderla più accessibile al pubblico. In seguito all’incontro con celebri musicisti del mondo della classica, Bolling creò le Suites for flute and jazz piano trio. Il Giorgio Zagnoni Ensemble ne ripropone la fusione equilibrata tra classico e jazz in un gioco di contrasti originalissimi e valorizzando al massimo i due stili senza che uno prevalga sull’altro.
Nella seconda parte della serata l’ensemble offre al pubblico un altro tipo di ricerca e di elaborazione: quella sulla musica da cinema, che dalla cucitura di formule facilmente descrittive degli albori passò a un lavoro di sperimentazione, collage e adattamento di temi suggestivi per approdare a nuova attività di creazione artistica, ispirata a criteri classicamente compositivi anche se intimamente associata alla storia e alle immagini. Proprio questa in un secondo tempo si è prestata volentieri all’arrangiamento più svariato passando da grandi complessi orchestrali a organici ridotti o minimi. L’antologia di questa sera si avvale del lavoro di scelta e adattamento di Marco Biscarini che ha selezionato quei temi e quegli autori che più rispondono ai criteri di una musica cosiddetta assoluta, cioè di una musica capace di vivere di vita propria al di fuori della pellicola e pronta a diventare musica da concerto senza perdere nulla del proprio potere evocativo.
Il concerto si conclude con un’apoteosi spettacolare per il flauto, un tema di Q. Jones inserito in diverse colonne sonore e spot pubblicitari.
Dalla sonata romantica alla bossa “nova”, dal salotto borghese al set cinematografico, dalla Siviglia di Bizet al Far West di Leone, ecco l’itinerario di questo concerto di cui il virtuosismo e l’eclettismo di Giorgio Zagnoni e degli altri valenti collaboratori garantiscono la spettacolarità.

L’ingresso è gratuito.
Per informazioni rivolgersi a MUSE s. r.l.: 051.248677.

Bolognese, Giorgio Zagnoni si è diplomato in flauto al Conservatorio di Firenze: a 18 anni ha vinto un concorso nazionale per l’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI e a 20 anni si è meritato una cattedra al Conservatorio di Bologna (che detiene tuttora). Dopo un decennio vissuto in orchestra, si è dedicato esclusivamente al solismo raggiungendo in breve la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, il Gewandhaus di Lipsia, il Coliseum di Buenos Aires; e guadagnandosi dalla critica appellativi come “il flauto magico da Bologna” e il “Re Mida del flauto”. Ha ricevuto innumerevoli premi di grande prestigio e in occasione del Bicentenario degli Stati Uniti ha tenuto un concerto alla Casa Bianca. Ha inciso per varie case, fra cui la EMI e la Fonit Cetra. Già fondatore del Bologna Festival, direttore artistico di “Musicalmente Bologna” e del “Festival sirmionese”, coordinatore di un progetto di formazione orchestrale, attualmente è responsabile del corso di formazione superiore per professori d’orchestra “Mythos” della fondazione “A. Toscanini” di Parma e direttore artistico del festival “Da Bach a Bartók” di Imola. Nel 2003 ha ricevuto dal Presidente Ciampi l’onoreficenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il Quartetto Alea (Michela Tintoni, Alessandra Bottai, Vanessa Paganelli, Elisa Segurini) nasce dall’incontro di quattro giovani artiste accomunate dalla passione per la musica intesa come mondo sonoro privo di limiti e barriere. L’eclettismo del gruppo è scritto nel percorso artistico delle quattro strumentiste. Si passa da esperienze prettamente classiche al fianco di grandi nomi come R. Muti (Teatro alla Scala), L. Maazel, D. Nordico, M. Quarta, V. Mendelsshon, ad esperienze filologiche di studio che affrontano il repertorio barocco presso l’Accademia Chigiana con S. Kujken, a Fiesole con L. O. Santos per sfociare in esperienze artistiche di rilievo con l’“Europa Galante” e l’“Orchestra Barocca Italiana”. Si attraversa il mondo del jazz al fianco di E. Rava (Umbria Jazz Perugina), per giungere alla musica leggera di A. Minghi, P. Conte, F. Battiato, A. Branduardi, Raf. Il panorama musicale del quartetto si arricchisce grazie al repertorio etnico-vocale di Dulce Pontes e di Milva.
Di rilievo l’esperienza sul tango argentino di A. Piazzolla con il gruppo strumentale del M° Hugo Aisemberg (Casa Rosada B. Aires), con il gruppo strumentale del M° Giorgio Zagnoni, con il tango classico dei “Quejas de Bandoneon”, oltre all’incontro con E. Morricone e al concerto Cinemusic al Festival di Ravello.


Stefano Malferrari si è diplomato, con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Franco Scala perfezionandosi, in seguito, con Jörg Demus. Vincitore di concorsi internazionali, tiene concerti in Italia e all’estero nelle principali istituzioni. Attivo nel settore cameristico e liederistico, dal 1986 suona in duo pianistico con Carlo Mazzoli. Si dedica anche al repertorio contemporaneo in collaborazione con il violinista Enzo Porta e la flautista Anna Maria Morini, nonché con diversi compositori dei quali ha presentato opere in prima assoluta. Sue esecuzioni sono state trasmesse dalla RAI, da radio estere, network privati e riprodotte su CD. Oltre alla docenza presso il Conservatorio di Bologna, tiene corsi e conferenze-concerto.

Contrabbassista, arrangiatore, direttore di Big Band Jazz, compositore, Elio Tatti si è diplomato nello strumento a Frosinone e in musica jazz a Latina. Ha suonato con i maggiori veterani del jazz italiano (Marcello Rosa, Cicci Santucci, Romano Mussolini, Enzo Scoppa) e continua a lavorare con i più vivaci jazzmen di oggi. Inoltre collabora con Giorgio Zagnoni, Alessandro Specchi e Uto Ughi; ha inciso una decina di CD; ha partecipato alla registrazione di varie colonne sonore di Ennio Morricone; e si è esibito in tutto il mondo, anche alla Carnegie Hall di New York.

Batterista, percussionista, compositore, Giampaolo Ascolese ha cominciato a operare giovanissimo, come batterista in compagnia dei maggiori jazzmen italiani. Nel 1980 si è specializzato a Boston e poco dopo, ritornato in patria, si è diplomato in strumenti a percussione al Conservatorio dell’Aquila, per cui alla carriera di batterista ha sommato quella di percussionista classico-contemporaneo (in musica jazz si è diplomato nel 2000 a Frosinone). Timpanista e batterista in tre film di Roberto Benigni, batterista del pianista Mike Melillo, collaboratore del flautista Giorgio Zagnoni in ambito classico e di vari cantanti in ambito leggero, ha frequentato numerosissimi solisti di jazz americani fra cui Chet Baker, Lee Konitz, Gary Bartz, Steve Grossman, Ray Briant, Curtis Fuller. Suona regolarmente in Europa, in America e in Asia, dal Giappone all’Argentina; ha scritto due metodi per batteria ed è responsabile di una rubrica didattica sul mensile “Percussioni” che fa testo in tutt’Italia.

Compositore e arrangiatore, Marco Biscarini nel 1994 e 1995 ha vinto il diploma d’onore in musica per film all’Accademia Chigiana di Siena con il M° Morricone. Nel 2000 è stato 1° classificato e nel 2001 2° classificato al concorso “2 Agosto” di Bologna. Nel 2003 ha scritto l’opera lirica La famosa invasione degli orsi in Sicilia, commissionata dal Comunale di Modena. Pubblica per RAI TRADE.