Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Ouverture da Le Nozze di Figaro K. 492 Sinfonia n. 40 in Sol min. K. 550
Franz Schubert (1797-1828) Sinfonia n. 7 Die Unvollendete (Incompiuta) in Si min. D 759
Gioachino Rossini (1792-1868) Sinfonia da Il Barbiere di Siviglia
TRENTASEI ANNI
È dal 1786 al 1822 che si svolge l’arco cronologico delle musiche proposte dal concerto di quest’oggi, cioè da quando Mozart rappresentò Le nozze di Figaro a quando Schubert interruppe la composizione della sua più bella sinfonia detta appunto Incompiuta.Non sono pochi, 36 anni, nel giro di alcun periodo della storia musicale d’Occidente, ma certo quelli in questione, sospesi fra Sette e Ottocento, fra pieno Classicismo e primo Romanticismo, fra la morte di Gluck e Metastasio (all’incirca) e la nascita di Franck e Bruckner (idem), furono anni straordinari, decisivi per lo sviluppo dell’arte e della musica europea, formidabili nel senso più puro dell’estetica universale.
Ecco dunque la sinfonia, o meglio la ouverture delle Nozze di Figaro (1786), che introducendo a una “folle giornata” sente il dovere di suonare, di fluire, di correre inarrestabilmente verso l’inizio dell’opera (ossia alla levata del sipario): e chiama gli archi ad articolare fitte quartine di crome con la frequente colleganza dei fagotti. Passarono due anni, nella vita di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791), e la popolarità acquisita con il Figaro venne quasi tutta meno, a poco giovando il Don Giovanni dell’87: ma nell’88 da quella penna divina nacquero le ultime tre sinfonie, e la penultima è questa Sinfonia n. 40 in Sol min. K. 550 che con quel suo attacco immediato, vibrante e pungente è diventata il simbolo del “demoniaco” in musica, cioè del versante più tragico e pessimistico di un’arte altrimenti raggiante e solenne (è il caso della sinfonia seguente, la n. 41).
Trattandosi di un’opera italiana di un italiano, quella del Barbiere di Siviglia (1816) di Gioachino Rossini (1792 – 1868) non è un’ouverture ma proprio una sinfonia (d’opera): abbastanza breve, vivacissima, è bitematica e assegna il primo tema agli archi e il secondo ai fiati (oboe, clarinetto, flauto e così via). Brillante sapeva esserlo anche Franz Schubert (1797 – 1828), ma nella canzone, nel valzer, non tanto nella sinfonia: e questa, la straordinaria Incompiuta in Si min. (1822) che consta soltanto di un Allegro moderato e un Andante con moto, è tutto fuorché brillante, cioè cupa, tragica, disperata; e giammai finita, da parte di un autore certo morto giovane ma che all’epoca aveva ancora sei anni da vivere e avrebbe fatto in tempo a comporne un’altra, di sinfonie, addirittura un’altra detta La grande.