Festival Internazionale da Bach a Bartok

XVI edizione - maggio dicembre 2004

Fontanelie - sabato 3 luglio

SERGIO SCAPPINI - fisarmonica

Ore 21.15 Corso Europa

RECITAL

Dalla malinconica Senna ai virtuosismi gitani, dalla caliente Argentina al nostalgico “mare nostro”

ILLUSIONE E FANTASIA

Conjunto para el tango, Urtropia, Altri suoni e altre ancora sono le componenti del repertorio di Sergio Scappini, tanto ricco quanto originale. E questa, brevemente, è la storia del suo amatissimo strumento. La fisarmonica tipica è uno strumento aerofono ad ance libere, con mantice e 2 tastiere: mosso dalle braccia dell’esecutore, il mantice collega 2 casse di risonanza che sui fianchi hanno dei fori e sul davanti 2 tastiere: la tastiera di destra, che serve per la melodia, è a bottoni oppure a tasti bianchi e neri come nel pianoforte; quella di sinistra, che serve per l’accompagnamento, consta di 6 file di bottoni detti bassi (producenti alcune delle note, altri -detti bassi organizzati- degli accordi); esse comandano un sistema di leve e di molle che apre e chiude i fori; attraverso i fori il mantice introduce ed estromette l’aria, che all’interno delle casse incontra le somiere, 2 lunghe file di ance metalliche ordinate a coppie pronte a vibrare; in ogni coppia un’ancia recepisce l’aria aspirata e l’altra quella espirata, e la f. è unitonica se le 2 ance di ogni coppia hanno la stessa altezza, bitonica se suonano ad altezza diversa.

Dotata di un meccanismo simile all’antico regale, alle canne ad ancia dell’organo e all’armonica a bocca, la f. fu elaborata all’inizio dell’800 mediante le esperienze di C.F.L. Buschmann a Berlino, C. Demian a Vienna e C. Weathstone a Londra; brevettata negli anni 1821-22 e variamente differenziata, è stata diffusa in Italia dai costruttori P. Soprani di Castelfidardo e M. Dallapè di Stradella; ed è rimasta a lungo nell’ambito della musica popolare, amatoriale, dopolavoristica. Si è avvalsa dell’impegno solistico di un pianista come P. Deiro, che emigrò negli USA avviando una scuola locale fondata sulla libera parafrasi divulgativa di pezzi classici. Nella musica d’arte è comparsa occasionalmente, ora come semplice curiosità ora con precise funzioni timbriche ed espressive: nell’orchestra sinfonica l’hanno adottata la Suite op. 53 di P.I. Cajkovskij, la Fedora di U?????A?_. Giordano (per dare l’idea di una cornice campestre per la vicenda aristocratica), il Wozzeck di A. Berg (per rendere l’atmosfera squallida di un’osteria); come solista di concerto l’hanno impegnata A. Cerepnin, P. Creston, J.Z. Bartok, T. Lundquist, I. Yun (con orchestra, piccola orchestra, quartetto, percussioni); nella musica da camera ha interessato E. Pozzoli, E.L. von Knorr, A. Casagrande, S. Di Gesualdo; artisticamente notevole la Sequenza XIII di L. Berio. A parte le iniziative speciali di alcuni Conservatori e Università, l’insegnamento della fisarmonica è ancora privato: ma l’esperienza di Scappini è tale da avergli meritato l’insegnamento al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.