OMAGGIO A KURT WEILL
MARIE GALANTE (Roger Fernay) Youkali/Tango Habanera
AUFSTIEG UND FALL DER STADT MAHAGONNY (Brecht/Weill) Alabama song
MARIE GALANTE (Maurice Magre) Je te n’aime pas
ONE TOUCH OF VENUS (Ogden Nash) I’m a stranger here myself
HAPPY END (Bertolt Brecht) Surabaya-Johnny
KNYCKERBOCKER HOLIDAY (Maxwell Anderson) September song
DIE DREIGROSCHENOPER (Bertolt Brecht) Ouverture Moritat vom Mackie Messer Anstatt dass-song Ballade vom angenehmen leben Polly’s lied Introduzione di Maria Angela Gidaro Melodram Zubalterballade Kanonen-song Ruf aus der gruft Grabschrift
FROM BERLIN TO BROADWAY
Kurt Weill (Dessau 1900 – New York 1950) studiò in patria e a Berlino, quivi prima con un wagneriano come Engelbert Humperdinck (e R. Krasselt) e poi con Ferruccio Busoni, pianista e compositore italiano invero ben poco convenzionale. Maestro sostituto e direttore d’orchestra in alcuni teatri, come compositore ebbe successo con l’opera Der Protagonist (Il protagonista) data a Dresda nel 1925 (mentre a Berlino nasceva il Wozzeck di Berg); in seguito sposò il soprano Lotte Lenya (entusiasta interprete della sua musica) e conobbe il drammaturgo Bertolt Brecht, nato ad Augusta due anni prima di lui, con il quale entrò subito in perfetto sodalizio artistico avviando la serie dei suoi lavori più significativi e popolari.
Ma il Nazismo era alle porte, con le sue censure criminali, e come molti uomini di pensiero e di penna Weill esulò prima nella vicina Parigi e poi nella lontana, più sicura New York; e qui, senza farsi prendere dalla mania dell’isolamento o dalla depressione come Alexander von Zemlinsky (viennese, comunque, e più anziano) o altri, mantenne la concezione politico-estetica di prima ma cercando di cambiar pelle, lavorando per il musical di Broadway e il cinema di Hollywood e insomma adeguandosi per sopravvivere come uomo e come musicista. Sempre attivo, morì sei anni prima del collega che, esule anche lui in America, nel ‘48 era tornato a Berlino (Est). I primi cimenti di Weill con la musica furono liederistici, già nel 1913, e appena nel ’20 nacquero un poema sinfonico e una sinfonia (che si sono perduti nel tempo).
Ma la passione per la scena non poteva tardare, e tanto più che il Lied, la semplice canzone per voce e accompagnamento doveva diventare l’anima del suo teatro tedesco e americano: come Brecht, egli riteneva che la musica dovesse essere la veste squillante e comunicativa di un testo serio, concettoso, ispirato all’ideologia di sinistra; ma diversamente da lui che una tale musica avesse ragioni anche artistiche e non solo funzionali (donde il distacco avvenuto poco dopo il ’30).
E così compose i suoi 30 lavori scenici, dai 22 ai 50 anni di età: Die Dreigroschenoper (L’opera da tre soldi; Berlino 1928) è un dramma con musica (che ha il vanto del capolavoro), Aufstieg und Fall der Statd Mahagonny (Ascesa e caduta della città di M.; Lipsia 1930) un’opera teatrale, Der Jasager (Colui che dice di sì; Berlino 1930) un’opera didattica, Die sieben Todsünden (I sette peccati capitali; Parigi 1933) un balletto con canto, Lady in the Dark (Una signora nelle tenebre; New York 1941) un musical, Street-scene (Scena di strada; New York 1947) un “Broadway opera”, e altri lavori risultano curiosamente definiti come balletto, opera biblica, pantomima, operetta, commedia e tragedia musicale, fiaba, vaudeville, senza che mai venga meno loro la felicità di un’invenzione da canzonetta, da jazz, da cabaret sul fondo di uno spessore tecnico certo superiore a quello di colleghi brechtiani come Paul Dessau e Hanns Eisler. In aggiunta W. compose anche balletti, colonne sonore, musiche di scena; cantate, cori e ballate in quantità; molti canti e Lieder e ben diversi come Marie Galante, Propaganda songs, Happy end.