Festival Internazionale da Bach a Bartok

XVI edizione - maggio dicembre 2004

interpreti

I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL 2004

Nato a Firenze nel 1978, Maurizio Agostini ha studiato pianoforte con Giancarlo Cardini e composizione con Salvatore Sciarrino; in seguito si è perfezionato in direzione d’orchestra con Carlo Maria Giulini. Come pianista ha partecipato a diverse manifestazioni vocali curate da Gino Bechi, Rolando Panerai, Franco Corelli, Carlo Bergonzi, e ha accompagnato diversi cantanti di grande levatura fra cui Giuseppe Taddei e Cesare Siepi. Nel 1997 ha esordito come direttore d’orchestra nella Serva padrona di Pergolesi, e quindi è passato al repertorio di Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini. Compositore, ha scritto musiche per pianoforte e partiture operistiche (Nel sogno di stanotte, In Vivinaia, L’angelo di gesso).

Giuseppe Albanese (Reggio Calabria 1979) ha studiato filosofia a Messina, laureandosi con una tesi sull’estetica delle Années de pèlerinage di Liszt, e pianoforte prima a Pesaro e poi a Imola (diplomandosi “master” nel 2003). Vincitore di numerosi premi e già attivo presso diversi teatri, enti, associazioni, festivals e con orchestre di rilievo, ha inciso musiche di Skrjabin, Szymanowski, MacDowell e Bartók, guadagnandosi la menzione delle “5 stelle” da parte della rivista “Amadeus”.

Batterista, percussionista, compositore, Giampaolo Ascolese ha cominciato a operare giovanissimo, come batterista in compagnia dei maggiori jazzmen italiani. Nel 1980 si è specializzato a Boston e poco dopo, ritornato in patria, si è diplomato in strumenti a percussione al Conservatorio dell’Aquila, per cui alla carriera di batterista ha sommato quella di percussionista classico-contemporaneo (in musica jazz si è diplomato nel 2000 a Frosinone). Timpanista e batterista in tre film di Roberto Benigni, batterista del pianista Mike Melillo, collaboratore del flautista Giorgio Zagnoni in ambito classico e di vari cantanti in ambito leggero, ha frequentato numerosissimi solisti di jazz americani fra cui Chet Baker, Lee Konitz, Gary Bartz, Steve Grossman, Ray Briant, Curtis Fuller. Suona regolarmente in Europa, in America e in Asia, dal Giappone all’Argentina; ha scritto due metodi per batteria ed è responsabile di una rubrica didattica sul mensile “Percussioni” che fa testo in tutt’Italia

Genovese del 1977, fin dall’infanzia Andrea Bacchetti si è segnalato nel pianismo internazionale meritando borse di studio da parte della Yamaha di Londra, del Mozarteum di Salisburgo, del Conservatorio di Parigi. Esordiente ad appena 11 anni con i Solisti Veneti, suona a Lucerna come a Macerata, a Berlino come a Buenos Aires, e a Milano torna regolarmente presso le Serate Musicali ma si è fatto apprezzare anche alla Scala. Vanta un repertorio che raggiunge la musica di Berio (di cui è considerato fra i più attendibili interpreti giovani) e in ambito cameristico collabora con il violoncellista Rocco Filippini.

Nata a Belluno nel 1968, la violinista Myriam Dal Don si è diplomata al Conservatorio di Trento. Ha vinto secondi e primi premi, nel 1986 è stata accolta nell’orchestra giovanile della Comunità Europea e poi è diventata 1° violino dei Solisti Veneti. Inoltre suona come solista e in formazioni cameristiche come il trio “Clara Schumann”. Si è fatta conoscere e apprezzare fra l’altro alla Salle Gaveau di Parigi, al SemperOper di Dresda, alla Avery Fischer Hall di New York. Nel 1999 ha inciso il concerto di Maderna per la Stradivarius, guadagnandosi critiche assai lusinghiere (per esempio dalla rivista “Le monde de la musique”).

Il Duo Clavier è formato da Paolo Dirani e Mauro Landi, pianisti che si sono formati entrambi alla scuola di Lidia Proietti. Costituitosi nel 1989, il duo ha ideato itinerari musicali ricchi di varietà e originalità, che spesso ha avuto modo di interpretare in teatri e contesti di profonda suggestione scenica e artistica. Presso la Fonè ha registrato 7 sonate di Donizetti e l’integrale (per il suo organico) di Beethoven, Rossini, Schumann, Martucci, Busoni, Respighi, Casella, Malipiero, Liviabella. Diplomato a Bologna sotto la guida di Lidia Proietti, Paolo Dirani ha poi continuato gli studi con Ilonka Deckers e si è perfezionato con alcuni prestigiosi didatti italiani e stranieri. Solista di pianoforte, ha collaborato ai corsi di flauto che Severino Gazzelloni ha tenuto a Siena e collabora con il chitarrista Alirio Díaz. Allievo anch’egli di Lidia Proietti, Mauro Landi ha vinto alcuni concorsi, ha suonato a Ginevra e Amburgo, collabora con il gruppo “Octandre”, ha eseguito il concerto n. 3 di Beethoven sotto la guida di Paolo Olmi, ha registrato per la RAI e la Radio Vaticana; da tempo insegna pianoforte principale al Conservatorio di Bologna.

Fondata sull’élite flamenca presente in Italia, La Folía Flamenca frequenta festivals, rassegne e teatri fra cui “Vignale Danza”, “La Versiliana”, il San Carlo di Napoli, il “Verdi” di Trieste, le manifestazioni di Viareggio e di Fiesole. Gli artisti che ne fanno parte sono i seguenti: la danzatrice Roberta Ravaglia, fra l’altro ha studiato a Madrid e insegna a Bologna (sua città natale); la danzatrice Sabrina Loguè, specializzata a Madrid e Siviglia e solista di vari Tablaos in Italia e all’estero; la danzatrice Charo Martín, che ha studiato il classico spagnolo a Granada e ora insegna al centro flamenco “Carmen de las Cuevas” nella stessa Granada; il chitarrista José Alberto Rodríguez, esperto di tablaos e coautore del disco Campos de agua con D. Garrido; il danzatore e percussionista Dario Polizzy Carbonelli, già allievo e ora collaboratore di Isabel Fernández Carrillo nonché docente presso lo IALS di Roma; il cantante José Salguero, che fra l’altro è laureato in Lettere e ha studiato chitarra flamenca.

Il pianista Davide Franceschetti (Ravenna 1976) ha studiato al Conservatorio di Pesaro e all’Accademia di Imola con Franco Scala, e dopo aver vinto numerosi premi in Italia e all’estero ha avviato una fortunata carriera che l’ha portato a Dublino, Londra, New York, Washington, Vienna, Birmingham, Glasgow e altrove. L’esordio londinese del 1995 l’ha impegnato nel 1° concerto di Brahms e quello berlinese del 2003 nel 2° concerto dello stesso, in compagnia di orchestre e direttori di fama e valore.

Allievo di Soranzo Pastori, il fagottista Franco Fusi si è perfezionato a Vienna con Milan Turkovic, ha vinto diversi concorsi, ha suonato nelle orchestre di Parma, Genova e Trieste. Ha studiato composizione a Reggio Emilia con Armando Gentilucci e proprio all’istituto “Peri” ha assunto l’insegnamento del suo strumento. È attivo come solista, componente di gruppi da camera, direttore d’orchestra; e oltre a incidere cd per la Ricordi e la Fonit-Cetra ha pubblicato alcuni metodi didattici presso la Suvini e Zerboni di Milano.

A soli 14 anni Roberto Giordano (Tropea 1981) è stato ammesso alla scuola “A. Cortot” di Parigi: diplomatosi poi al “Rossini” di Pesaro, si perfeziona ora all’Accademia di Imola con Piero Rattalino e Leonid Margarius. Finalista e vincitore di parecchi premi (Moncalieri, Roma, Antibes,“Roussel”), svolge intensa carriera in Europa e nel 2003 ha suonato in Cina: fra l’altro collabora con il basso José van Dam, con la violoncellista Marie Hallynck e con il violinista Feng Ning.

Il baritono coreano Kang Hyoung-Kyoo (Seul 1973) si è laureato in canto presso l’università “Kyung-Hee” della città natale, nel 1998 si è trasferito in Italia, nel 2000 si è perfezionato al Conservatorio di Milano. È in carriera dal 2001: di Verdi (autore che ha rappresentato con successo al concorso di Busseto) ha eseguito il Trovatore, Rigoletto, Un ballo in maschera, Don Carlos, Ernani, I vespri siciliani, La forza del destino e Aroldo, affermandosi comunque anche in Donizetti, Bizet, Giordano, Zandonai. Vincitore di numerosi premi, canta in Corea, Italia, Estonia, Germania, Portogallo, Spagna.

Nata a Strasburgo nel 1977, la violinista Geneviève Laurenceau ha studiato a Friburgo-en-Brisgau, Lubecca, Colonia e si è perfezionata a Rotterdam. Si è affermata in alcuni concorsi, vincendo quello internazionale di Novossibirsk (Russia); si è avvalsa di consigli di virtuosi come Shlomo Mintz e Ida Haendel; e ha avviato una fitta carriera che l’ha portata fino in India. Coltiva con passione la musica contemporanea, per cui Nicolas Bacri, Karol Beffa, Michel Merlet e François Rossé le hanno affidato e dedicato delle opere loro.

Nata in Moldova nel 1980, Irina Lungu ha studiato in patria (a Voronezh), si è diplomata a Mosca e attualmente si sta perfezionando alla Scala di Milano sotto la guida di Leyla Gencer e Luigi Alva. Si è segnalata e piazzata al primo posto in alcuni concorsi, fra cui quelli intitolati a Maria Callas e Montserrat Caballé. Accanto a qualche opera di Rimskij-Korsakov, Cajkovskij e Bizet, coltiva il repertorio belcantistico di Rossini e Donizetti: per esempio il Moïse et Pharaon del primo e la Parisina del secondo; ma canta anche Verdi (e difatti è stata ammiratissima al recente concorso di Busseto) e ha inciso un cd tutto dedicato ai soprani di Bellini.

Stefano Malferrari si è diplomato, con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Franco Scala perfezionandosi, in seguito, con Jörg Demus. Vincitore di concorsi internazionali, tiene concerti in Italia e all’estero nelle principali istituzioni. Attivo nel settore cameristico e liederistico, dal 1986 suona in duo pianistico con Carlo Mazzoli. Si dedica anche al repertorio contemporaneo in collaborazione con il violinista Enzo Porta e la flautista Anna Maria Morini, nonché con diversi compositori dei quali ha presentato opere in prima assoluta. Sue esecuzioni sono state trasmesse dalla RAI, da radio estere, network privati e riprodotte su CD. Oltre alla docenza presso il Conservatorio di Bologna, tiene corsi e conferenze-concerto.

Il pianista Pierre Mancinelli è nato a Johannesburg nel 1976: avviato alla musica dal padre (un cantante d’opera italiano), ha poi studiato con Paulette Novi, già allieva di Alfred Cortot, con Roland Conil, Bruno Pietri, Eric Heidsieck, e si è quindi perfezionato a Imola e a Parigi. Vincitore di diversi premi (“Arturo Benedetti Michelangeli” 1996, Londra 1997, “Maj lind” Helsinky 2002), suona in Francia, Italia, Svizzera, Spagna, Inghilterra, Finlandia e Canada. Attento al patrimonio classico come a quello contemporaneo, fin da giovanissimo si dedica anche all’improvvisazione.

Attore di levatura e notorietà internazionale, Ivano Marescotti si dedica sia al teatro che al cinema: in scena ha lavorato fra gli altri con Leo de Berardinis, Carlo Cecchi, Giorgio Albertazzi, Sergio Fantoni; e sul set con Silvio Soldini, Marco Risi, Klaus M. Brandauier, Ridley Scott. A questa corposa attività nel 1993 ha aggiunto un personale e appassionato recupero del dialetto romagnolo: onde ha interpretato testi del poeta Raffaello Baldini; ha scritto e prodotto spettacoli in proprio, per esempio Bagnacavàl; e con il Duo Clavier ha collaborato alla formulazione e pubblicazione di un fascicolo-CD contenente Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev e Il giardino incantato di Paolo Dirani.

Proveniente dalla Scuola di teatro “Colli” di Bologna, Davide Menchetti si è diplomato attore all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2001, ma intanto ha frequentato la scuola di musical intitolata a Leonard Bernstein. Infatti la sua versatilità lo porta a esprimersi nella prosa, nel cinema, nel musical. Terminata una tournée con Edith Piaf, l’hymne à l’amour di Carlo Lizzani, con lo stesso regista opera ora sul set delle Cinque giornate di Milano.

Priya Mitchell (Oxford 1971) ha cominciato a studiare il violino a quattro anni, e poi ha proseguito gli studi regolarmente con David Takeno alla scuola “Y. Menhuin”. Attiva a Liverpool, Londra, Parigi, Vienna, Francoforte, Amsterdam, Bruxell e New York, ha in repertorio concerti e musiche di Bach, Mendelssohn, Bruch, Sibelius, Vaughan Williams. Di Berlioz ha inciso Rêverie et Caprice con l’orchestra della BBC. Già attivo presso l’orchestra di Dubrovnik, l’Accademia musicale di Lubiana e l’Orchestra Filarmonica della Slovenia, nel 1981 Anton Nanut è diventato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio della Slovenia, operando in loco e nel corso di lunghe tournées nei Balcani, nei paesi slavi, in Occidente e spesso anche in Italia. Con questo complesso ha effettuato ore 150 registrazioni in cd, grazie alle quali ha meritato numerosi premi nazionali ed esteri. E dal 1997 al 2000 è stato direttore artistico e principale della Filarmonica di Udine.

Nato a Villafranca (Verona) nel 1979, Alberto Nosè si è diplomato a 17 anni con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore presso il Conservatorio “F.E. Dall'Abaco” di Verona nella classe di L. Palmieri. Nel 1997 è entrato all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola studiando con F. Scala e perfezionandosi anche con B. Petrushansky e A. Ballista; e dal 2001 è allievo di Leonid Margarius. Nel 1991 ha vinto il concorso “Jugend für Mozart” a Salisburgo grazie al quale ha effettuato una tournée in Italia, Francia e Austria. Successivamente ha vinto diversi premi a Milano, Venezia, Bolzano, Varsavia, Parigi, Londra e così via. Oltre a tenere numerosi concerti con orchestra e recitals in Italia ha suonato alla Konzerthaus di Berlino, al Mozarteum di Salisburgo, al Megaron di Atene, alla Queen Elizabeth Hall e Royal Festival Hall di Londra, raggiungendo anche il Giappone, gli USA e il Brasile.

Quest’anno l’Orchestra di Padova e del Veneto compie 38 anni, essendo stata fondata nel 1966: fin dall’inizio si è giovata della presenza di un primo violino come Piero Toso, e grazie alla sua arte ed esperienza ha acquisito quello spessore di archi, quella fermezza di fiati, quella calibratura d’assieme che le permettono di collaborare con solisti straordinari (fra gli stranieri Argerich, Askenazij, Koopman, Maiskij, Mullova, Rampal, Richter, Rostropovic, Vegh). Come direttori (principali, artistici, musicali) vanta nel tempo i nomi di Peter Maarg, Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello. Tiene circa 130 concerti all’anno, spaziando dalla sua città e regione al mondo intero, fino ai 15 concerti statunitensi del 1999 e ai 7 giapponesi del 2000. Cospicua l’attività discografica, comprendente concerti e sinfonie di Bach, Haydn, Mozart, Boccherini, Beethoven, e un raro oratorio di Mozart, La Betulia liberata, che molto probabilmente ebbe la sua prima esecuzione proprio a Padova nel 1771.

L’Orchestra Giovanile “A. Toscanini” è nata da una costola dell’omonima Orchestra Sinfonica dell’Emilia-Romagna, al fine di onorare le sempre maggiori richieste che giungevano alla Fondazione di Parma da ogni parte della regione. Diretta per alcuni anni da Vladimir Delman, affiancata al Corso superiore di perfezionamento (dello stesso Delman) e al Corso d’Orchestra dell’Accademia “Verdi-Toscanini”, ha istruito e preparato numerosi giovani musicisti che oggi suonano nella formazione maggiore della relativa Filarmonica e in diversi complessi italiani ed europei. Secondo una prassi assai fortunata in Italia e soprattutto all’estero, l’Orlando Ensemble è un gruppo strumentale che nasce da una formazione maggiore: è l’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, donde appunto trae le prime parti con tutta la loro esperienza artistica e assiemistica. Alimentandosi spesso con prime parti di altre orchestre italiane (da quella veneziana della Fenice a quella romana di S. Cecilia) o con solisti, affronta il più ricco repertorio da camera e dà vita a singolari “accademie” d’antico stampo.

Premiato a Genova, Friburgo, Vercelli, Brescia e altrove, il violinista Gabriele Pieranunzi è stato allievo di Arrigo Pelliccia e si è perfezionato con Salvatore Accardo, Franco Gulli e Stefan Gheorghiu. Ha suonato sulle maggiori piazze italiane, in particolare per conto di prestigiosi festival da camera come i Due Mondi di Spoleto, la Settimana Musicale dell’Olimpico di Vicenza, le Settimane Internazionali della Villa Pignatelli di Napoli, le Settimane Musicali di Stresa; si è esibito anche all’estero, recentemente in Scandinavia con il concerto di Beethoven per la direzione di Gianandrea Noseda. Suona un D. Montagnana del 1783 e dal maggio del 2005 sarà 1° violino di spalla nell’orchestra del San Carlo di Napoli.

Tomaso Lama Quartet. Lo compongono una chitarra, un sax tenore e soprano, un contrabbasso, una batteria. Chitarrista e titolare del gruppo, Tomaso Lama si è diplomato in flauto nel 1977 e in musica jazz nell’80: ha suonato in numerosi clubs, ha collaborato con vari trii e quartetti nonché big-bands, si è esibito in Europa e in America, scrive su alcune riviste specializzate, insegna al Conservatorio di Bologna ma collabora con numerosi istituti e corsi in tutt’Italia. Sax tenore e soprano, Fabio Petretti ha studiato anche batteria, clarinetto, composizione e musica jazz; insegna al Conservatorio di Adria, con esperienze anche a Milano e Bologna; con un quartetto a lui intitolato nel 1999 ha inciso il cd Piedi “n” Stallo. Nativo di Forlì, Paolo Ghetti è nato come clarinettista ma è passato presto al contrabbasso, che affronta in ambito sia classico che jazzistico collaborando con numerosi musicisti di fama e valore e alternando l’attività conceretistica con l’attività didattica. Batterista, Massimo Manzi è nato a Roma ma vive a Senigallia: ha inciso moltissimi dischi; ha suonato in Spagna, Germania, Austria, Svizzera; e a Tokyo dove fa parte del famoso “Blue Note”.

Fondato nel 1979 e intitolato al grande musicista loro connazionale, il Quartetto Enescu si è formato grazie agli ammaestramenti del violinista Sandor Vegh e del direttore Sergiu Celibidache. Ha un repertorio che comprende oltre 250 quartetti per archi, dai primordi del genere a oggi, e sa estendersi al quintetto, al sestetto, perfino all’ottetto (con le ovvie integrazioni): fra gli autori contemporanei che coltiva o esegue in prima assoluta si possono citare Hersant, Nigg, Sauguet, Werner, Dubois, Lacasa, Soler, Roman. Avvezzo a suonare alla Salle Pleyel e al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, frequenta anche le più importanti stagioni cameristiche di Spagna, Portogallo, Olanda, Londra, Stati Uniti, Belgio, Svizzera. I suoi componenti sono spesso invitati a suonare degli strumenti Stradivari unici al mondo, di proprietà della corte borbonica di Spagna. Nato a Brasov in Romania, il 1° violino è Costantin Bogdanas, che insegna violino e musica da camera al Conservatorio di Parigi. Il 2° violino è Florin Szigeti, nato a Bucarest e allievo di Émile Cobilovici (a sua volta allievo di Joseph Szigeti), anch’egli docente a Parigi. Nato in una famiglia di antica e forte tradizione musicale, Vladimir Mendelssohn ha studiato viola e composizione; e in conseguenza di tali studi ha impostato la sua carriera sul concertismo (solistico e cameristico) e sull’attività creativa, della composizione pura e dell’arrangiamento di musiche altrui e precedenti: presente dall’America all’estremo Oriente, dal Théâtre des Champs Élysées di Parigi fino a Istanbul e a Tel Aviv, possiede un corposo catalogo discografico dal quale spiccano quartetti per archi, una Histoire véritable de l’exécrable Count Dracula, capricci e postcards, musiche per balletto, da prosa e da cinema. Il violoncello del Quartetto Enescu, infine, è Dorel Fodoreanu, nato a Cluj (Romania), che si è diplomato a Bucarest nel 1973 ed è approdato al gruppo dopo aver vinto numerosi premi.

Allieva di Rocco Filippini, la violoncellista Cecilia Radic si è perfezionata con David Geringas e M. Brunello: come solista ha esordito a 21 anni, suonando il concerto di Dvorák con l’Orchestra della RAI alla Sala “Verdi” di Milano; poi ha proseguito la carriera a Verona, Napoli, Genova, Brescia, Cremona, Perugia, Palermo, Siracusa, Trapani, raggiungendo la Svizzera, la Grecia, l’Austria e l’estremo Oriente. Ha collaborato con la pianista Laura de Fusco, il violinista Massimo Quarta, il violista Bruno Giuranna, il contrabbassista Franco Petracchi; e suona in trio d’archi con Gabriele Pieranunzi e Francesco Fiore.

Maria Rambelli ha studiato canto lirico all’Accademia “Toscanini” di Parma e all’Accademia Filarmonica di Bologna, e intanto ha frequentato la “Bernstein School of Musical Theatre” di Bologna. Ha partecipato a concerti con il baritono Renato Bruson e il tenore Andrea Bocelli, e a spettacoli diretti da Gabriele Marchesini, Angelo Mariani, Daniele Rubboli, Francesco Esposito. Nel suo repertorio figura inoltre la protagonista femminile di West Side Story, il celeberrimo musical di Bernstein. Il giovane violinista Maurizio Sciarretta (Bologna, 1973) si è formato in luoghi e con maestri diversi: diplomato al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna con Luigi Rovighi, ha poi studiato con Renato Zanettovich, Massimo Quarta, Franco Gulli, Enzo Porta, Cristiano Rossi, Pavel Vernikov, Zakhar Bron (della celeberrima scuola degli Ojstrach), Salvatore Accardo, Eugène Sarbu. Ha suonato in Romania, Bulgaria (il concerto di Sibelius), Svizzera, ovviamente in Italia e nella città natale presso “Conoscere la musica” e “Musica Insieme in Ateneo”.

Francese, Michel Strauss ha studiato al Conservatorio Superiore di Parigi con Maurice Crut, Paul Tortelier e Maurice Gendron (del quale è poi stato il successore), e si è perfezionato all’Università di Yale con Aldo Parisot. 1° violoncello d’orchestra e violoncello solista, suona in Europa, in Asia, in America, spaziando dal repertorio tipico alla musica contemporanea. Con il quartetto Prat ha suonato in Prénom Carmen, film di Jean-Luc Godard che ha vinto il Leone d’Oro al Festival di Venezia (1983).

Musicisti Rom da poco insediati a Roma, i Taraf da Metropulitana hanno cominciato a esibirsi in strada, sui mezzi pubblici, appunto in metropolitana, e poi hanno intrapreso anche una carriera, come dire? ufficiale, non solo d’uso ma anche d’arte e concerto. Avevano cominciato con i matrimoni, nelle loro lontane e suggestive regioni dei Carpazi, e ora sono approdati ai festival, al disco, a una notorietà d’altro raggio. Compongono il loro repertorio doine e canzoni dell’Oltenia, accanto ad alcuni classici della canzone internazionale (anche di quella napoletana) adeguatamente trattati e manipolati. Voce, violino, fisarmonica, cymbalom, contrabbasso a tre corde sono i mezzi espressivi di cui si servono, in un successo di pubblico sempre crescente.

Contrabbassista, arrangiatore, direttore di Big Band Jazz, compositore, Elio Tatti si è diplomato nello strumento a Frosinone e in musica jazz a Latina. Ha suonato con i maggiori veterani del jazz italiano (Marcello Rosa, Cicci Santucci, Romano Mussolini, Enzo Scoppa) e continua a lavorare con i più vivaci jazzmen di oggi. Inoltre collabora con Giorgio Zagnoni, Alessandro Specchi e Uto Ughi; ha inciso una decina di CD; ha partecipato alla registrazione di varie colonne sonore di Ennio Morricone; e si è esibito in tutto il mondo, anche alla Carnegie Hall di new York.

La giovanissima pianista Mariangela Vacatello (Castellammare di Stabia, 1982) ha studiato con Aldo Tramma a Napoli, con Riccardo Risaliti a Milano, con Franco Scala a Imola, e si è perfezionata con S. Dorensky al Mozarteum di Salisburgo. A 14 anni ha esordito a Milano, nella Sala del Conservatorio per i Pomeriggi Musicali, eseguendo il 1° concerto di Liszt, e poi, oltre a vincere alcuni importanti premi (o a segnalarvisi), ha suonato anche a Parigi, Bruxelles, New York, facendosi apprezzare per la precocità del talento e l’eccezionalità della tecnica tastieristica.

Radovan Vlatkovic (Zagabria 1962) è stato 1° corno presso l’orchestra della Radio di Berlino dal 1982 al ’90; e poi si è dedicato soltanto al solismo, suonando in patria e all’estero, spesso in Italia, in Spagna e negli Stati Uniti. A S. Cecilia (Roma), per esempio, ha eseguito un concerto di Strauss sotto la guida di W. Sawallisch (che poi ha inciso, insieme ai quattro concerti per corno di Mozart). Valido insegnante, dalla Musikhochschule di Stoccarda è passato al Mozarteum di Salisburgo e al Conservatorio “Regina Sofia” di Madrid.

Bolognese, Giorgio Zagnoni si è diplomato in flauto al Conservatorio di Firenze: a 18 anni ha vinto un concorso nazionale per l’Orchestra Sinfonica di Milano della RAI e a 20 si è meritato una cattedra al Conservatorio di Bologna (che detiene tuttora). Dopo un decennio vissuto in orchestra, si è dedicato esclusivamente al solismo raggiungendo in breve la Carnegie Hall di New York, la Herkulessaal di Monaco, il Gewandhaus di Lipsia, il Coliseum di Buenos Aires; e guadagnandosi dalla critica appellativi come “il flauto magico da Bologna” e il “Re Mida del flauto”. Ha ricevuto innumerevoli premi di grande prestigio, come quello alla carriera assegnato sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica. Ha inciso per varie case, fra cui la EMI e la Fonit Cetra. Già fondatore del Bologna Festival, direttore artistico di “Musicalmente Bologna” e del “Festival sirmionese”, coordinatore di un progetto di formazione orchestrale, attualmente è responsabile del corso di formazione superiore per professori d’orchestra “Mythos” della fondazione A. Toscanini” e direttore artistico del festival “Da Bach a Bartók” di Imola.